di Giovanni Carmignani
I giorni trascorsi a Kasese sono stati lunghi e molto impegnativi. Le strade dissestate, con dilatazione dei tempi di percorrenza, condizionano la vita di tante persone. Occorre più tempo per andare a scuola, a lavorare, a fare visite mediche, a partorire con conseguenze significative e a volte anche drammatiche.
Il paesaggio è bellissimo. Siamo al confine del Queen Elisabeth Park: verde dappertutto, i laghi e la catena del Rwenzori sullo sfondo. La terra è molto fertile, i campi sono coltivati a mais, sorgo e cotone, un prodotto che viene per la maggior parte esportato. Si vedono in ordine sparso persone che zappano la terra e, a un’osservazione più accurata, si riconoscono prevalentemente donne, a volte accompagnate dai loro bambini.
Ci avviciniamo alla Repubblica Democratica del Congo, sono più frequenti le abitazioni, modeste capanne di fango, spesso riunite in piccoli villaggi. Continuano i controlli di mezzi e passeggeri effettuati da militari armati vistosamente. Per fermare i veicoli usano lastre di metallo con chiodi di oltre 10 cm di lunghezza, stese sull’asfalto.
Joshua, il nostro grande autista, ha gestito molto bene questi incontri, anche se non abbiamo completamente evitato un sentimento di ansia.
Mi viene in mente il viaggio in Uganda del giugno del 2023, di cui dovemmo modificare il programma pochi giorni prima della partenza, a causa di un grave attentato ad una scuola nel villaggio di Mpondwe al confine con la Repubblica Democratica del Congo. Furono uccise più di 40 persone, fra bambini e insegnanti, così, senza motivo. E nell’indifferenza del mondo intero.
Il villaggio è in una zona remota, raggiungibile con grande difficoltà, dimenticato da tutti. Seguimmo le indicazioni della Farnesina, evitammo la zona di Kasese.
Quest’anno abbiamo previsto un programma finalizzato a completare l’itinerario del precedente viaggio.
La scuola del villaggio di Kiburara con il laboratorio di informatica è il primo obiettivo. Un importante punto di riferimento che ha avuuto moltissime richieste di iscrizione, non tutte accettate per motivi di spazio. Qui abbiamo scelto la modalità di supporto attraverso il metodo del Sostegno a Distanza di gruppo: le risorse, provenienti principalmente dall’Istituto Comprensivo Niccolini di Ponsacco, dalla parrocchia di Casciana Terme e da tante altre persone, sono utilizzate per tutta la scuola e non abbinate ai singoli alunni.
In aperta campagna, fra i campi coltivati a mais, sorgo e cotone, incontriamo i contadini riuniti nell’associazione Rwebeka, divenuta partner di Bhalobasa per la gestione dei progetti con il coordinamento del nostro referente Padre Lando.
Questo terreno è stato coltivato utilizzando un erpice finanziato da Bhalobasa. Il progetto prevedeva anche incontri formativi per gli agricoltori.
Proseguiamo fino al confine del Queen Elisabeth Park dove vivono circa 3000 elefanti. Gli sconfinamenti di questi animali nei campi coltivati sono un pericolo per l’uomo e un grave danno per la produzione agricola. Il recinto elettrificato, molto efficace, non sempre è presente per gli alti costi che comporta. Vengono così utilizzate le api che riescono a mantenere a distanza gli elefanti. Rwebeka e Bhalobasa hanno posizionato 100 arnie per contribuire a tenere lontani gli elefanti. Inoltre le api producono miele, fonte di guadagno.
Proseguiamo nel nostro viaggio fino al villaggio di Katojo, luogo natale di padre Lando a pochi chilometri da Mpondwe, il villaggio dell’attentato del 2023.
Ci aspettano tutti gli abitanti con tantissimi bambini che non sanno trattenere la loro eccitazione scatenandosi in canti e balli.
Inauguriamo una pompa per un pozzo funzionante a energia solare. Il progetto è stato interamente finanziato dalla signora Elena, madre di Claudio Tozzi, volontario di Bhalobasa, compagno di viaggio e amico, scomparso precocemente.
Un grazie di cuore da parte di Bhalobasa e di tutti gli abitanti del villaggio di Katojo, che potranno usufruire di acqua pulita.












