Cari amici, come sapete abbiamo un rapporto di forte amicizia con l’associazione “Amici della Strada” e partecipiamo con entusiasmo e con molto piacere ad ogni iniziativa che fanno, condividendo gli stessi ideali e gli stessi sogni. Anche loro partecipano sempre numerosi ad ogni nostro evento.
Andando al dunque, sono qui a chiedervi un forte aiuto in vista dell’arrivo della stagione invernale.
Con l’arrivo del freddo l’associazione suddetta propone come ogni anno la raccolta di coperte, zaini e sacchi a pelo per le persone senza dimora della nostra città. Un piccolo gesto per noi, un grande aiuto per queste persone “invisibili” che popolano gli angoli più nascosti di Pisa. Per qualunque informazione potete scrivere a me (ettore.sgro@gmail.com) oppure direttamente all’associazione (amicistrada@yahoo.it) o ancora a comunicazione@bhalobasa.it . Potete portare il materiale al pranzo annuale del primo dicembre oppure in segreteria dal martedì al giovedì dalle ore 18 alle 20.
Vi ringrazio anticipatamente per la vostra generosità e il vostro aiuto.

di Sabrina Favilli

sabry

Burkina: un viaggio indimenticabile che ho avuto la fortuna di fare e che mi ha lasciato l’immediato desiderio di ripartire. Ora che sono a casa mi sento un po’ spaesata e faccio una grande fatica a parlarne… difficile trovare le parole per descrivere tante emozioni e ricordi.
Sarà per i 47 gradi che ho lasciato, o forse per il brusco cambio di colori… la terra rossa che si sedimenta nei vestiti e non va via con l’acqua del pozzo, che ricopre la pelle e tinge i capelli, che fa avanzare dubbi e speranze, che rapisce gli occhi e ipnotizza la mente.
Sarà perché stamattina non mi sono svegliata prestissimo con il canto degli uccelli o quello del gallo.
Sarà che oggi non ho strinto le tante manine sudaticcie dei bambini…
Sarà che oggi la Fi-Pi-Li ha preso il posto della brousse, e delle strade impolverate.
Sarà che oggi non ho incrociato volti sorridenti, e quelli che ho incontrato alla posta mentre attendevo il mio turno non sono uguali a quelli che ho incontrato tra quelli di chi, non avendo nulla da offrirti, ti offre il cuore e l’amicizia.
Sarà che le bollette da pagare che ho trovato nella cassetta delle lettere e il quotidiano hanno ripreso il
posto dei pensieri che mi hanno accompagnato là, negli incontri con i nostri referenti, con i bambini delle scuole, nei villaggi… a giocare con loro, nelle sere a chiaccherare davanti una bottiglia di Brackina, senza luce e acqua sotto un cielo infinito di stelle…
… Sarà MAL D’AFRICA?

È bellissimo incontrare i ragazzi nelle scuole, raccontare loro la nostra esperienza nel Bhalobasa con umili parole. Come diciamo sempre, nel Bhalobasa è più quello che ricevi dalle altre persone rispetto a ciò che doni. Succede nei viaggi, succede tra noi volontari, succede nelle scuole: questo elaborato rispecchia pienamente le mie parole…

Nei mesi di febbraio e marzo, la 3° A della Scuola Media Niccolini di Ponsacco ha conosciuto il Bhalobasa! Abbiamo fatto tre incontri con Yuri Filippi ed Ettore Sgro (due volontari dell’associazione), che sono stati veramente bravi a mantenere sempre viva l’attenzione e a non farci annoiare con discorsi barbosi. È stato curioso l’inizio del primo incontro; Yuri ed Ettore non ci hanno presentato l’associazione, ma ci hanno fatto un test sulla povertà nel mondo per introdurre gli argomenti di cui avremmo parlato. Abbiamo poi discusso dei dati del quiz insieme, osservando che spesso la ricchezza è in mano di pochi e che nazioni con il PIL alto hanno al loro interno situazioni di povertà estrema, e l’ISU lo conferma .Infine ci siamo confrontati sui nostri “modelli” e sui film che ci hanno colpito. Se il primo incontro ci ha entusiasmato, il secondo è stato ancor più coinvolgente: grazie ad un video che raccontava le esperienze del Bhalobasa con ritagli di film significativi e bellissime musiche ,abbiamo potuto riflettere sulle problematiche del mondo e sull’utilità dei sostegni a distanza. Poi abbiamo scelto una frase da una lista per discuterla insieme. Il gioco-dibattito si è concentrato sulla frase di Charlie Chaplin: ”Un giorno senza sorriso è un giorno perso”. È stato soprattutto un gioco, perché eravamo divisi in due gruppi: i favorevoli e i contrari. Attraverso alcuni interventi dovevamo convincere i ragazzi della squadra avversaria a cambiare schieramento ( punto di vista). Il terzo incontro si è tenuto venerdì scorso. Ettore e Yuri ci hanno prima presentato il “Decalogo del volontario”,scritto da Don Armando Zappolini (e in classe non si muoveva una foglia) poi abbiamo fatto di nuovo il gioco-dibattito della volta precedente. Abbiamo scelto la frase di Beppe Severgnini: “Sognare è una droga leggera, solo che non nuoce alla salute”. Questa è stata la fine, o possiamo dire anche l’inizio, della nostra esperienza.

Riportiamo le impressioni di alcuni ragazzi della classe:

Susanna: “Mi sono divertita tanto in questi incontri ma soprattutto ho imparato moltissimo!”

Alessio L: “Mi sono divertito! Yuri ed Ettore sono molto simpatici e sono anche riusciti a farmi stare buono”

Mario: “E’ stata un’esperienza divertente , la farei altre migliaia di volte, mi sono divertito molto”

Federica: “Per me, questi incontri non sono stati solo lunghi discorsi ma attività divertenti e giochi. Voglio ringraziare Yuri ed Ettore che si sono prestati per venire a scuola e per averci fatto riflettere e divertire”

Matteo: “Un’esperienza bellissima, che mi ha insegnato principalmente i veri valori della vita e mi ha fatto riflettere sulla povertà nel mondo. Complimenti anche ai due fantastici “presentatori” Yuri ed Ettore”

Agata: “E’ stata un’esperienza unica, divertente e interessante. Mi sono dispiaciuta per non aver potuto vedere il video del 2° incontro, perché mi hanno detto che è stato molto interessante”

Giulia: “Mi sono divertita molto in questi tre incontri del Bhalobasa, perché grazie a Yuri ed Ettore ho scoperto molte realtà a me non note. Devo dire che sono stati molto bravi perché mi hanno saputo trasmettere il vero motivo di questa iniziativa e scherzando hanno saputo dialogare con noi. È stata una bella esperienza e spero di rifarla in futuro.”

Chiara: “Questi tre incontri mi sono piaciuti perché Yuri ed Ettore sono stati bravi a sdrammatizzare le situazione più tragiche e a farci divertire.

 

Per la classe 3° A Lorenzo De Carlo e Susanna Lelli

Concludo con un sentito “GRAZIE” a questi ragazzi e alla loro prof. Miria Fulceri (volontaria del Bhalobasa) per averci sopportato per ben 6 ore rendendoci sempre facili e piacevoli le nostre chiacchierate.

Alcune sere nascono magiche e tengono insieme molte cose. Solidarietà e vicinanza a bambini di altri continenti, affetto, emozione, allegria. Sono sere nelle quali ogni cosa sembra possibile, un tempo bellissimo, tutto sudato, una stagione ribelle, l’istante in cui scocca l’unica freccia che arriva alla volta celeste e trafigge le stelle. Sere di occhi e sorrisi che raccontano condivisione, determinazione, divertimento, dedizione. Sere, come questa, di quasi Natale, in cui sembra di poter disporre persino degli agenti atmosferici. Di poter aggiungere un tocco di neve, abito candido per vestire una sera speciale.
The Joyful Gospel Ensemble in concerto per la solidarietà al Teatro Era di Pontedera è stato questo e molto altro! C’era un’associazione intera, orgogliosa e divertita, c’erano le istituzioni, c’erano tantissimi amici del Bhalobasa, con la loro vicinanza e la loro generosità. Le offerte confluiranno nel progetto “Welcome to my home! Una casa per i bambini di Burdwan”.

Una cornice splendida, suono e acustica molto puliti, programma musicale intenso e godibilissimo, un grande coro gospel di Livorno, 35 coristi e solisti e cinque musicisti, uno spettacolo ricco di energia e carica emotiva con un repertorio capace di spaziare dallo Spiritual tradizionale al Contemporary Gospel e che ha toccato i suoi punti più alti con Hallelujah, In my dreams, Somebody to love, Oh happy day. Non ci siamo fatti mancare neanche una chiusura con tutti i volontari dell’associazione ad eseguire un pezzo insieme al coro, sul palco. Perché come sempre il Bhalo è versatile, accoglie, si pone domande, si mette a disposizione e al servizio…Si mette in gioco!
Quella di ieri sera era una versione 2.0 o addirittura 3.0. Il Bhalobasa aveva smesso per una volta la fruit bianca della festa della bandana o gli indumenti tipici degli amici nati in altri paesi, aveva indossato il vestito gessato, il tailleur grigio fumo, (se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe) le scarpe lucide, spesso sognando i jeans ed il maglione largo più consono a certe “scanzonatezze” così frequenti. Anche questo ci piace. Questa lontananza da ogni divisa, questa versatilità nell’esteriorità e nell’abbigliamento, questa adattabilità che un po’ vuol dire noncuranza e già profuma di “importanza alle cose giuste” e di impegno bello, genuino.
Due o tre cose più specifiche prima di finire e, perché no, anche un po’ autocelebrative. La constatazione di un lavoro di squadra in cui tutti sanno svolgere con intelligenza e rispetto il proprio compito, roba da fare invidia ai migliori Zeman e Guardiola. La determinazione, la passione delle “alte sfere” nel curare ogni particolare, nel provare a non tralasciare niente, in termini organizzativi ma anche di attenzione alle persone, di ringraziamento e gratitudine agli amici, alle istituzioni…un fuoco bello da vedere e capace di riscaldare!
La maturità e affidabilità dei giovanissimi, il coraggio così raro di saper scommettere, davvero, su di loro e insieme la consapevolezza a priori che sarà una scommessa giusta, ben fatta!
L’assessore Stefano Tognarelli ricordava nel suo intervento le difficoltà del nostro Paese, la crisi economica evidente, tangibile, eppure in cinque giorni il Bhalobasa ha avuto il privilegio di stare insieme a mille amici, di imparare e di trasmettere, di vivere insieme due momenti di comunità, di cura, di dignità, intese in senso ampio e estensivo.
E ogni volta che c’è di mezzo il Bhalo si sente quel profumo di vero, di trasparente, di autentico!
Un profumo contagioso che anche tu che stai leggendo, che ieri sera eri con noi, che ti stai ponendo delle domande…puoi venire a sentire personalmente! Perché anche a questo serve un concerto così!
D’altra parte…di questo si vive, e di tanto altro ancora, che inseguiamo come i cani, respirando dal naso, per finire invece, ancora sorridenti, ancora abbaianti, di un dolore a caso…