Si terrà sabato 13 giugno dalle ore 20,00 in poi, a Lavaiano presso gli stand della Festa dell’Unità, la cena annuale del Bhalobasa.
Come tutti gli anni sarà un’occasione per stare insieme e condividere i progetti realizzati e quelli da realizzare.
Sarà anche un’occasione per cenare in un modo diverso con i sapori nostrani e quelli dei nostri amici indiani,africani e dell’america latina.
La quota di prtecipazione alla cena è di 20 Euro per gli adulti e 10 Euro per bambini: il ricavato della cena sarà destinato ad un progetto in Burkina Faso, per la costruzione di un deposito di generi alimentari.
E’ possibile prenotare telefonando alla Segreteria dal lunedì al venerdì dalle 18,30 alle 20,00 e il mercoledì sera dalle 21,30 alle 23,00 entro il 10 giugno.

Vi aspettiamo numerosi!!

Se vuoi fare un regalo che faccia felice oltre a chi lo riceve anche altri bambini del sud del mondo, vieni a trovarci alla nostra Bottega della Solidarietà presso la sede dell’Associazione in Via Gramsci, 23 a Perignano (dal lunedì al venerdì dalle 18.30 alle 20.00 e il mercoledì dalle 21.30 alle 23.00. Per tutto il mese di Dicembre aperto anche il Sabato e la Domenica!!!)

Alla bottega potrai trovare, oltre agli oggetti e ai vestiti che abbiamo durante tutto l’anno, anche altre idee per i tuoi regali, come cesti di prodotti del sud del mondo (che facciamo su prenotazione) e strenne natalizie.

Negli ultimi anni sempre più persone, ma anche Aziende sono venute a trovarci per fare regali e festeggiare il Natale, ma in un modo diverso; un modo che permette di fare festeggiare minimamente anche chi è meno fortunato di noi.

Molte persone hanno deciso addirittura negli ultimi anni di regalare ai propri cari dei progetti di solidarietà. Questa è un’idea ancora più “radicale” che però inorgoglisce e riempie il cuore a chi decide di fare un regalo simile, ma anche a chi lo riceve e a noi!!!

Vi aspettiamo numerosi!!!

A cavallo dei mesi di settembre ed ottobre, alcuni volontari del Bhalobasa hanno partecipato ad un viaggio in Ecuador, compiuto dal Gruppo tematico internazionale del CNCA. Numerosi sono i progetti che i viaggiatori hanno avuto opportunità di visitare per rendersi conto da una parte delle tipologie di bisogni presenti in quel paese, dall’altra delle forme di intervento che le organizzazioni sostengono quotidianamente.
Però più che riportare una descrizione di quest’ ultime, merita tentare di accostare il lettore al valore basilare che si è osservato animarle: una grande passione, la determinazione data dal cosiddetto “crederci”, la forza docile ma tenace che guida e mantiene l’impegno di queste persone che dobbiamo inevitabilmente immaginare rapportato al contesto nel quale si trovano ad operare; la società, il costume, le condizioni economiche e quelle sociali, la distribuzione dei beni e dei servizi, l’accesso ed il possesso di strumenti e valori quali l’istruzione e la salute, in Ecuador sono tutte realtà enormemente diverse da quelle presenti in Europa ed in Italia e, non è banale ricordalo, di una diversità che, al di là delle possibili e molteplici cause, spesso coincide con arretratezza, insufficienza, sottosviluppo, degrado, emarginazione, sopravvivenza. Allora, in tale scenario, non manca di apparire anche inverosimile, quasi miracoloso, che delle persone comuni ed anonime dedichino il loro tempo e le loro energie, a volte ben più che in una forma di “semplice” volontariato, da tanto che le organizzazioni sono, appunto, organizzate, strutturate, insediate ed infiltrate nel tessuto sociale, per aiutare, assistere ed accompagnare in un percorso di crescita e liberazione sia individuale che sociale, bambini, adolescenti, ragazzi e famiglie, tutti soggetti assediati e logorati da violenza, soprusi, abusi, droga, alcolismo, delinquenza, carcerazione, disoccupazione, disagio e disperazione; mali di ogni parte del mondo, ma non in tutte le parti del mondo presenti con la medesima portata e virulenza.
Ai partecipanti al viaggio i volontari e le associazioni umanitarie ecuadoriane hanno mostrato case famiglie in cui sono ospitati bambini, bambine ed adolescenti, che temporaneamente od in via definitiva sono tolti alle famiglie di provenienza per porre rimedio alla loro non rara storia di vittime di abusi e violenze; ci sono stati incontri con operatori di centri impegnati nella tutela e nella promozione dei diritti umani, ignorati a vario livello in ogni contesto sociale, oppure di strutture attive nel fornire servizi sanitari ed assistenziali agevolati per quanti non sono in grado di accedere alla sanità di massa (di carattere quasi esclusivamente privato, se tanto negli ospedali pubblici i pazienti debbono perfino portarsi i presidi medico-chirurgici!), con un’attenzione particolare alle necessità delle donne; c’è stata poi l’accoglienza dei viaggiatori da parte di comunità andine di “Campesinos” che si adoperano nel difendere la tradizionale gestione di tutti gli aspetti civili e sociali della vita degli abitanti dei villaggi della regione, quindi in autonomia rispetto alle istituzioni ed alla amministrazione pubblica, riferendo alla figura di un “capo” della comunità il potere giuridico, morale, sanitario ecc.; i campesinos di queste terre cercano poi di trarre sostentamento e crescita per le loro comunità sviluppando un’economia dalla realizzazione e vendita, solo in sito, di manufatti ad opera delle donne del posto, appositamente riunitesi in un consorzio produttivo.
L’anno che verrà sarà perciò importante per il Bhalobasa, che vedrà sempre più larghi gli orizzonti dei suoi interventi, ma lo sarà anche per l’Ecuador che potrà vedere rafforzate le risorse e verosimilmente i risultati ad opera di quanti hanno a cuore la sua gente e per essa si mettono in gioco.

Mi capita spesso di pensare ai viaggi fatti con il Bhalobasa, ma il primo viaggio che facemmo in Burkina nell’Aprile 2006 per tanti versi è stato davvero speciale, e adesso, a più di due anni e mezzo di distanza, con tanti progetti realizzati, tanti bambini sostenuti e tanto altro ancora, è ancora più bello ripensare a quei giorni.

Ripenso a….

….alla partenza dei 4 pionieri del Burkina, (Alessandra, David, Alessandro ed io) mandati da Armando con poche informazioni…e aleatorie…ma con la sua spinta e la sua carica che quello che stavamo facendo poteva essere davvero importante…per loro e per noi…

….alla forza che ci ha dato l’approccio iniziale di ogni viaggio del Bhalo: fare amicizia, conoscersi, costruire “Ponti tra le persone, tra le culture, tra i popoli….”

Ripenso a….

……alla creazione di una serie di relazioni con persone stupende del luogo, e con dei missionari in un paese, Tougourì, dove il clima e l’aridità danno veramente poche speranze agli abitanti.

…..all’incontro con Barbara, Baldo e Oliviero, persone diversissime, ma tutte speciali che ci hanno ospitato e ci hanno fatto integrare con quella realtà sfortunata ma meravigliosa…

…..agli occhi dei nostri amici Burkinabè, ai loro sorrisi, al loro entusiasmo, al loro amore…

E’ bellissimo adesso pensare ai tanti progetti realizzati, dall’ospedale di Tanghen, al sostegno al Centro Nutrizionale e al nuovo ostello del villaggio, all’aiuto all’associazione dei malati di AIDS o all’intervento per la crescita delle associazioni di lavoratori del luogo…..ai tantissimi bambini che sosteniamo, e al fatto che una nostra volontaria, Serena, vivrà tre anni a Tougouri, insieme con loro, grazie a un Progetto che abbiamo fatto in collaborazione con la Diocesi di San Miniato.

Spero che questi ricordi rimangano sempre indelebili dentro me… spero di ritrovarmi a scrivere ancora emozioni come queste…emozioni che condivido con la famiglia del Bhalobasa ma anche con gli amici del Burkina…