di Irene Giorgi

Nishant, una storia, un sogno

Il cammino di Bhalobasa è costellato di incontri, sguardi che si incrociano, sogni che si toccano e talvolta si avverano.
A volte… come quella volta in cui abbiamo incontrato Nishant, a Calcutta, nell’ottobre 2019.
Sharmistha, la nostra referente in India, ce lo ha presentato e ci ha raccontato la sua storia.

Nishant è un ragazzo di 17 anni, vive in una capanna nel villaggio di Mongalkote, nel Bengala occidentale a Nord- Ovest di Calcutta con sua nonna, perché è stato abbandonato dai genitori quando era piccolo.

Nonostante la povertà estrema la nonna, con grande sacrificio, lo manda a scuola perché è bravo negli studi e sa disegnare e dipingere molto bene.

Frequenta la scuola superiore e ha un sogno: finire le superiori, iscriversi alla facoltà di ingegneria e laurearsi. Nishant non solo aiuta la nonna nella vita quotidiana e studia, ma fa anche volontariato, aiutando i bambini del suo villaggio a fare i compiti. Il suo motto è: “se uno insegna, due imparano”.

Con gioia gli abbiamo offerto di essere inserito nel nostro progetto “Borse di studio universitarie a Calcutta” e da gennaio 2020 è sostenuto insieme ad alcuni altri ragazzi e ragazze meritevoli, ma di condizioni economiche molto disagiate.

Recentemente abbiamo ricevuto una notizia eccezionale: Nishant ha vinto il terzo premio (su 8.000 partecipanti) in un concorso nazionale indiano di disegno. Una grande soddisfazione per lui e per noi, una grande iniezione di fiducia nella strada per la realizzazione del suo sogno.

A Calcutta e nel West Bengala, dove l’associazione Bhalobasa opera, ci sono molti altri ragazzi e ragazze in estrema povertà che vorrebbero frequentare l’università. Diamo loro un’opportunità! Aderire al nostro progetto significa dare un grande futuro a loro e alle loro famiglie, aiutarli nel cammino verso i loro sogni!

Per informazioni: segreteria@bhalobasa.it, sponsorship@bhalobasa.it.


Cari amici e care amiche di Bhalobasa,

in questo momento così difficile, l’associazione ha provato il forte desiderio di comunicare con ognuno di voi, inviando un augurio speciale.
Abbiamo proposto un regalo di Natale che possa unirci, che guardi lontano e che si ispiri ai valori che condividiamo.
Non possiamo incontrarci al consueto appuntamento del pranzo di Natale, non potremo scambiarci i regali del nostro mercatino, ma possiamo contribuire alla realizzazione di un grande progetto.

Nella speranza di raggiungere davvero ognuno e ognuna di voi, proponiamo la nostra lettera di auguri e il nostro biglietto di ringraziamento.

La grande famiglia Bhalobasa ringrazia.

LETTERA DI AUGURI
Perché il Natale sia davvero la festa di tutti,
regaliamo un sorriso ai bambini di CASA S.A.R.A.

Carissimo amico, sostenitore e donatore,
scriviamo per condividere idee e pensieri, in questo tempo strano e per mantenere una relazione
con te.
Mentre tutto cambia e appare incerto, Bhalobasa continua il proprio lavoro con la passione e
l’amore di sempre. Non ci siamo fermati, abbiamo soltanto lavorato in modo diverso. Non
abbiamo dimenticato i nostri amici africani e indiani ed abbiamo attivato dei Progetti per aiutarli
a difendersi dal virus che in certi paesi potrebbe assumere proporzioni devastanti. Abbiamo
anche attivato un Progetto mirato al nostro paese, una raccolta fondi a favore dell’Azienda
Ospedaliera Universitaria Pisana e la risposta dei donatori è stata come sempre emozionante.
Non possiamo che ringraziare per la fiducia che costantemente ci viene accordata.
Ma non vogliamo fermarci qui.
Ora che il Natale si avvicina, sentiamo la mancanza del nostro evento annuale, della nostra bella
giornata di festa, magico incontro con i colori e i sapori del mondo, così abbiamo avuto un’idea
per sentirci più vicini.
Abbiamo pensato di creare un regalo di Natale speciale, da offrire a familiari e amici, a tutti
coloro che desiderano regalare gioia e sorrisi. Per questo abbiamo raccolto l’invito di Grazia Le
Mura, nostra referente in Burkina Faso, che da anni segue bambini burkinabè di Casa Sara nel
loro percorso scolastico e di vita. Grazia ha avviato una raccolta fondi per acquistare un pulmino
più grande per accompagnare i bambini a scuola.
Se lo desideri puoi vedere questi splendidi bambini cliccando qui: https://www.facebook.com/grazia.lemura/videos/3282206125225571/
e se desideri aiutarci alla realizzazione del piccolo grande sogno di questi bambini, puoi fare una
donazione
sul conto corrente bancario IBAN IT 62 N 02008 71132 000104712560
o sul conto corrente postale n.14320568 entrambi intestati all’Associazione OnlusBhalobasa.
Scrivi nella causale: progetto n. 585, oppure Scuolabus per casa SARA
(puoi trovare maggiori informazioni sul progetto visitando il nostro sito alla pagina progetti)
Ancora grazie per il costante aiuto che ci dai!

BIGLIETTO DI RINGRAZIAMENTO

Questo l’ho pubblicato adesso con le foto

“Come nasce un Progetto?”. Questa domanda mi è stata posta durante un incontro in cui raccontavo cosa fa l’Associazione “Tante mani per… uno sviluppo solidale” in Burkina Faso. “Dalla vita”, ho risposto senza esitare. Sì, dalla vita! Vivi in terra di missione e incameri sollecitazioni che arrivano dritte al cuore, ascolti i battiti del quotidiano, scruti la sofferenza della gente con cui condividi la fatica del vivere in un contesto in cui tutto sembra essere contro, ascolti, custodisci, rifletti, coltivi idee, fai crescere dentro di te semi di speranza e sogni un giorno di realizzare quello che culli nel cuore. Poi, almeno questa è la mia storia, accade che il sogno del cuore incontra una mano che chiede “cosa si può fare per il Burkina”. È il momento della Provvidenza e il sogno diventa realtà.
Tanti Progetti sono stati realizzati a Bobo Dioulasso e a Sokourani grazie al sostegno di Bhalobasa. Tanti piccoli-grandi sogni sono diventati realtà. In piena emergenza Covid ci arriva l’affettuosa domanda di Bhalobasa: “cosa possiamo fare per il vostro villaggio?”. Ed ecco nascere un Progetto che, partendo dalla vita e dai bisogni reali, ha coinvolto 40 famiglie di Sokourani. Un Progetto con due fasi che ha entusiasmato tutti e ridato speranza ai nostri cuori provati dal confinamento. La prima fase attenzionava il bisogno di igiene e la seconda il bisogno di una maggiore autonomia economica. Nella prima fase, “Facilitare il festo-barriera di lavarsi lavamani”, è stato consegnato a ogni famiglia un lavamani con una piccola scorta di sapone. Nella seconda fase, “Prevenire la crisi economica avviando un’attività generatrice di reddito”, ogni famiglia ha ricevuto un gallo e due galline con abbeveratoio mangiatoia e mangime per avviare un piccolo allevamento domestico.
Stavamo gustando la gioia dei risultati di questo straordinario Progetto nato non a tavolino ma scrutando i bisogni del momento, quando alla porta del nostro impegno è arrivato un nuovo “toc toc” di Bhalobasa. Giovanni Carmignani, responsabile dei Progetti di Bhalobasa, ci scrive che è uscito un bando del Ministero degli Esteri per il finanziamento di Progetti volti a iniziative di pace e umanitarie in sede internazionale e ci sollecita a redigere un Progetto. Gli amici di Bhalobasa, con affetto e stima, ci stimolano a intraprendere sempre nuovi cammini, a non fermare i nostri passi, ad avere il coraggio di osare.
Il tema della pace in Burkina è molto sentito e la pace è costantemente minata dai continui attacchi terroristici che stanno mettendo in ginocchio l’intero Paese. Il Burkina è quasi tutto “zona rossa” e l’efferata violenza degli attacchi scoraggia chiunque a viaggiare e a investire nel nostro paese. Il tema tocca le corde del cuore e sveglia un sogno che riposa in un cantuccio: educare al dialogo i più piccoli per costruire ponti di pace. Ed ecco che, nonostante l’intensa e complicata stagione delle piogge e i bambini di CASA SARA che a turno si ammalano, nasce il Progetto “Imparare a dialogare per costruire la pace”. Mentre si redige il Progetto e prende volto il sogno, tra l’incertezza dell’approvazione e la convinzione che è urgente avviare una capillare sensibilizzazione al tema del dialogo e della pace, cresce il desiderio di far crescere semi di convivialità e di raddoppiare l’impegno nel seminare speranza tra i solchi di questa terra martoriata dalle difficoltà.
Abbiamo una struttura, ma priva di arredo: il progetto, in una prima fase, prevede l’arredamento della struttura per adibirla a luogo d’incontro e formazione. Poi, la realizzazione di una biblioteca che abbia al centro il tema della pace. Infine, ma non per ultimo, la realizzazione di per-corsi sul tema del dialogo e della pace, delle differenze e della convivialità. L’arredamento sarà realizzato in loco da giovani artigiani burkinabè e, pertanto, il Progetto porterà lavoro qui, darà opportunità economiche e farà crescere professionalmente giovani che faticosamente stanno costruendo il loro futuro.
Arriva il responso: il nostro progetto è 3° in graduatoria, ha ottenuto il finanziamento e adesso bisogna rimboccarsi le maniche.
Conosciamo bene quella bellissima sensazione di entusiasmo che accarezza dolcemente la fatica e fa gioire nel vedere in prospettiva un altro sogno che diventa realtà. Sì, i progetti nascono dalla vita.