Il 2 dicembre 2016, a Milano, si è svolto il XII Forum Nazionale del Sostegno a Distanza. Questo il testo del documento finale:
“La cooperazione dei cittadini. Il SaD tra sviluppo e integrazione.
XVII Forum Nazionale del Sostegno a Distanza
2 dicembre 2016, Sala degli Affreschi, Palazzo Isimbardi, via Vivaio, 1
Il XVII Forum Nazionale del Sostegno a Distanza è stato realizzato con Elsad (Enti Locali per il Sostegno a Distanza), in collaborazione con la Città Metropolitana di Milano.
Il filo conduttore dell’evento è stato il tema del la partecipazione dei cittadini alla cooperazione internazionale attraverso il sostegno a distanza, come introdotto dalla relazione di Ivano Abbruzzi, Consigliere di ForumSaD, elemento poi emerso e sottolineato anche negli altri interventi dei relatori e nelle esperienze delle associazioni.
La riforma del terzo settore illustrata dal dr. Alessandro Lombardi, Direttore Generale della DG Terzo Settore e Responsabilità Sociale delle Imprese del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, apre anch’essa uno spazio alla partecipazione alla vita pubblica da parte dei cittadini e delle organizzazioni sociali, in virtù del principio di sussidiarietà.
Nel nuovo approccio presentato è particolarmente rilevante per ForumSaD il ruolo che la riforma intende attribuire alle reti di secondo livello, che diventeranno organismo di vigilanza, monitoraggio e autocontrollo delle associazioni, di fronte all’amministrazione e di fronte ai cittadini, assicurando un livello sempre maggiore di accountability.
Ciò sarà incluso nei decreti attuativi che dovranno essere pronti ed entrare in vigore a luglio 2017.
Un secondo punto fondamentale toccato è lo stato dell’arte della legge di riforma della cooperazione internazionale, che al momento appare incompiuta, a causa delle difficoltà e delle resistenze che soprattutto i nuovi soggetti riconosciuti nell’art. 26, tra cui le onlus, stanno incontrando, come hanno sottolineato nei loro interventi il prof. Massimo Toschi della Regione Toscana, il dr. Paolo Pastore, direttore di Fairtrade, la dott.ssa Silvia Stilli, portavoce di AOI, la dott..ssa Simona Chiapparo, Consigliera di ForumSaD e il dr. Umberto Marin, Vicepresidente di ForumSaD.
Il XVII Forum si è fatto portavoce di questa criticità, accolta anche dall’Ambasciatore Pietro Sebastiani, Direttore della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e dalla dott.ssa Alessandra Ferrara
dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Uno dei nodi cruciali in proposito è rappresentato dai criteri di iscrizione all’elenco, requisito indispensabile per la partecipazione ai bandi.
E’ chiara richiesta delle associazioni di sostegno a distanza che tali criteri siano rivisti, per consentire la piena partecipazione dei nuovi soggetti, consentendo così l’attuazione della legge.
Il XVII Forum Nazionale ha lasciato emergere il cambiamento che sta interessando il sostegno a distanza, il suo rivolgersi alle persone in difficoltà presenti sullo stesso territorio delle associazioni e dei sostenitori, in particolare i migranti.
La sessione pomeridiana ha dato spazio a tre esperienze di altrettante organizzazioni impegnate in questo campo, introdotte da Luca Capelli, Consigliere di ForumSaD, e Deborah Ilariucci, di Soleterre, lanciando il messaggio che il SaD è uno strumento valido per l’aiuto di chi necessita di un supporto, ma anche per l’integrazione sociale, poiché stabilisce un contatto, per il tramite dell’associazione, tra i cittadini e i migranti.
La dott.ssa Serena Matarese ha portato la voce dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione, invitando a puntare l’attenzione sulla ricchezza culturale di cui la migrazione è portatrice e non solo sui problemi, e ha auspicato in questo senso la collaborazione delle associazioni di sostegno a distanza.
Cleophas Adrien Dioma, coordinatore del gruppo di lavoro 4 del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha descritto l’importanza per le diaspore di essere rappresentate e sentirsi parte del mondo della cooperazione e dello sforzo di apertura e cambiamento che l’Italia sta facendo. E’ in programma entro giugno l’assemblea nazionale delle diaspore, proprio per favorire la partecipazione dei migranti al processo in atto.
Le conclusioni sono state affidate a Vincenzo Curatola, presidente di ForumSaD, che ha dichiarato l’impegno nel continuare il lavoro per la completa attuazione della riforma della cooperazione, iniziando con l’attivarsi affinché la Conferenza Nazionale che la legge prevede per il 2017 sia davvero frutto della partecipazione dei cittadini”
Altri documenti e testi degli interventi al link http://www.forumsad.it/index.php/comunicazione/notizie/284-xvii-forum-nazionale-del-sostegno-a-distanza-la-cooperazione-dei-cittadini-il-sad-tra-sviluppo-e-integrazione

La “waiting list” è l’insieme delle schede dei bambini che attendono un sostenitore; periodicamente i nostri referenti in India ed in Africa ci segnalano bambini che hanno bisogno di un sostegno per andare a scuola; la causa di questa necessità è legata alle condizioni famigliari, come ad esempio essere orfani o abbandonati dai genitori, oppure avere molti fratelli; altre volte è legata alle condizioni sociali, spesso essere figli di contadini con reddito bassissimo, sotto il limite dei due dollari al giorno, ma molto frequentemente senza un reddito monetario quantificabile.
I bimbi sono fotografati, spesso impauriti dall’essere posti di fronte all’obiettivo della macchina fotografica; sono ritratti con i loro vestiti di tutti i giorni, a volte scalzi, a volte con l’uniforme della scuola di due o tre taglie più grandi, evidentemente un prestito da un compagno più grande.
A noi in segreteria arrivano le richieste di nuovi sostegni, ma mai in numero sufficiente a permettere a tutti i bimbi di avere un sostenitore. Ancora oggi abbiamo una waiting list di 50 bambini in India, 15 in Congo, 25 in Uganda, 20 in Burkina Faso, una decina in Tanzania e tanti, troppi del progetto “Sogno di Studiare”.
Uno sforzo supplementare per questi bambini è necessario, il passa parola è incessante, ma non basta mai. Servono un nuovo sostenitore, una famiglia o un gruppo di amici, che vogliano prendersi cura di queste vite e contribuiscano a migliorare la piccola parte di mondo in cui questi bambini cresceranno.
Il rischio è che le schede di questi bambini finiscano nella scatola che è stata intitolata “Bambini troppo anziani per avere un SaD”.