Il viaggio in India prosegue. Impressioni ed emozioni.

di Anna Maria Berloco
È passata una settimana da quando siamo arrivate a Seva Kendra, a Calcutta, e le sensazioni e le impressioni si moltiplicano ogni giorno di più.
Dopo il quarto giorno dedicato esclusivamente allo shopping in un mercato locale, siamo partiti per un’altra esperienza, verso le città di Burdwan e Bolpur.
Visita alla fabbrica di mattoni
La visione di metodi di produzione ormai obsoleti e di condizioni di lavoro inimmaginabili è stata rallegrata dalla presenza delle famiglie, e quindi dei bambini e delle bambine, seguiti nella formazione scolastica da un maestro, nel periodo in cui i genitori rimangono a lavorare, per circa 6 mesi.
Ci hanno accolti con canti e riti hindi distribuendoci disegni e piccoli oggetti in creta. L’incontro con questa comunità lascia una profonda riflessione. Hanno condizioni di vita molto basse, ma le loro tradizioni, la loro aggregazione, le loro condivisioni arricchiscono senza dubbio la loro esistenza.
Incontro con un villaggio tribale della tribù Santali
Nel tripudio dell’accoglienza festosa, tra balli di giovani donne, tamburi e sonagli di musicisti tribali, si è svolto il bellissimo rito della lavanda dei piedi e della vestizione col sari di tutti noi del gruppo.
Sono state ore emozionanti e coinvolgenti.
Sguardi, sorrisi, spettacoli, fiori, curiosità, danze delle bambine, ci hanno avvolti. Un’antica etnia che vive in una splendida foresta di “sal”, tipici alberi dalle cui foglie le donne del villaggio producono singolari piatti. È proprio in questi piatti che ci hanno offerto un cibo speziato, gustoso e variegato.
Il giorno successivo, dopo essere passati a salutare padre Raul (che ci ha illustrato i vari progetti in ambito sociale della Caritas locale) e a visitare la casa di accoglienza delle ragazze sieropositive, siamo andati a Bolpur dove abbiamo assistito a un altro momento culturale e religioso topico. La santa Messa di padre Deepak che ha radunato una moltitudine di persone di religione indù e cattolica tutte insieme. È molto emozionante sentire una marea umana alzarsi dalla funzione religiosa e venire a omaggiarti e a ossequiarti con gesti tradizionali di un antico significato.
Nel pomeriggio visita all’ospedale St. Mary di Bolpur dove abbiamo incontrato il personale che ha accolto i nostri due giovani medici, Bianca e Riccardo e colloquiato con loro sulla struttura, l’organizzazione e le statistiche.
Le ultime ore di questa trasferta le abbiamo trascorse in treno per rientrare da Bolpur a Calcutta e sono state mitiche. Treni senza porte, vetri aperti, una calca umana mai vista prima, litigio (finito bene) dietro di noi, venditori di leccornìe d’altri tempi. Sembrava di essere su di uno di quei treni di “Bollywood” dove si perdono i bambini.
Il caos che vige per le strade credo che si sia insinuato anche nei nostri cuori. Le molteplici realtà, luoghi, persone che stiamo incontrando non sono sufficienti per comprendere un popolo così variegato, un società cosi complessa, un “caos calmo” così incomprensibile… bisognerebbe andare oltre!
























