Sostegno a distanza, meno 20% di donazioni
06 marzo 2009
Parte la campagna nazionale. Lo ha annunciato il Forum Sad.
Una campagna nazionale per il sostegno a distanza. È stata annunciata da Vincenzo Curatola, portavoce del Forum Nazionale del Sostegno a Distanza (SAD) e da Irma Dioli, assessore alla Pace, Cooperazione Internazionale, Partecipazione e Politiche Giovanili della Provincia di Milano, in occasione del 10° Forum Nazionale del Sostegno a Distanza (SAD), che si è aperto oggi a Milano. “Crisi economica e nuova povertà: la necessità di essere solidali. Nuove strategie per la cooperazione internazionale e la pace” è il tema del forum, che continuerà fino a domenica 8 marzo e che vede tra gli organizzatori oltre a ForumSad, la Provincia di Milano e il Coordinamento Enti Locali Sostegno a distanza (ELSAD), con il Patrocinio RAI Segretariato Sociale.

La campagna per il sostegno a distanza, cui partecipa come garante anche l’Istituto italiano per la donazione, avrà inizio nel mese di maggio, e al momento vede riunite 18 Associazioni italiane con l’obiettivo di realizzare 10 mila nuovi Sostegni a Distanza entro la fine di quest’anno.

«Lanciamo questa campagna in un periodo di crisi economica, che colpisce in modo particolare i Paesi più poveri in cui operiamo con progetti di sviluppo e di sostegno ai bambini e alle loro comunità» ha detto a Vita.it Vincenzo Curatola. «Sappiamo che è una sfida, in un momento in cui anche le famiglie italiane attraversano delle difficoltà e lo facciamo perché siamo convinti che un mondo diverso nasca proprio dalla solidarietà. In fondo è nei momenti di crisi che se ne esce insieme dandosi una mano».

Le donazioni legate al sostegno a distanza, secondo una stima del ForumSad, nell’ultimo anno sono calate del 20%. «Il sostegno a distanza è diventato sempre di più in questi anni un modo molto concreto di fare cooperazione internazionale, ma anche una ricchezza in termini culturali» afferma l’assessore Dioli. «Come provincia contribuiamo a questa campagna perché riteniamo che sia un importante strumento di solidarietà che dobbiamo promuovere sul territorio. In quest’ottica abbiamo pubblicato la terza edizione della guida al sostegno a distanza, che recensisce tutte le iniziative presenti in provincia di Milano».

Si parla anche di scuola alla decima edizione del ForumSad. Nel 2009 verrà lanciato un Concorso Internazionale per l’Anno 2009/2010 “Il Sostegno a distanza per il diritto all’istruzione”. «Aperto alle associazioni di sostegno a distanza, alle scuole, agli studenti e insegnanti, il concorso ha lo scopo di valorizzare le buone pratiche che molte scuole hanno promosso in questi anni attraverso la partecipazione a progetti di Sostegno a Distanza e ad attività di educazione multiculturale» spiega Curatola.
I lavori, le proposte e le esperienze realizate che potranno essere illustrate tramite testi (racconti, poesie, lettere epistolari) ; disegni, foto, diapositive, video, cd, dvd, composizioni musicali o addirittura giochi formeranno una Mostra che sarà esposta nel febbraio 2010 a Udine in occasione dell’11° Forum Nazionale del Sostegno a Distanza. Forumsad ed Elsad saranno impegnati affinché la Mostra divenga itinerante e nel 2010 possa essere esposta anche in altre città. «Il sostegno a distanza è diventato per molti studenti un mezzo per conoscere altri Paesi e culture, vogliamo portare a galla tutte queste esperienze: ci piacerebbe che il sostegno a distanza e la cooperazione internazionale facciano parte in modo continuativo e integrante dei programmi».

Sabato 7 marzo sarà la volta del tema « Dalla crisi globale al nuovo mondo possibile, i semi del Sostegno a Distanza ». Si parlerà di buone pratiche e del lavoro che ha coinvolto le Associazioni, gli Enti del coordinamento Elsad e l’Agenzia per le Onlus per l’emanzione delle Linee Guida sul Sostegno a Distanza che favoriscano l’informazione, la trasparenza e che siano di supporto all’impegno nel settore.
Domenica 8 marzo

Si terrà sabato 13 giugno dalle ore 20,00 in poi, a Lavaiano presso gli stand della Festa dell’Unità, la cena annuale del Bhalobasa.
Come tutti gli anni sarà un’occasione per stare insieme e condividere i progetti realizzati e quelli da realizzare.
Sarà anche un’occasione per cenare in un modo diverso con i sapori nostrani e quelli dei nostri amici indiani,africani e dell’america latina.
La quota di prtecipazione alla cena è di 20 Euro per gli adulti e 10 Euro per bambini: il ricavato della cena sarà destinato ad un progetto in Burkina Faso, per la costruzione di un deposito di generi alimentari.
E’ possibile prenotare telefonando alla Segreteria dal lunedì al venerdì dalle 18,30 alle 20,00 e il mercoledì sera dalle 21,30 alle 23,00 entro il 10 giugno.

Vi aspettiamo numerosi!!

Se vuoi fare un regalo che faccia felice oltre a chi lo riceve anche altri bambini del sud del mondo, vieni a trovarci alla nostra Bottega della Solidarietà presso la sede dell’Associazione in Via Gramsci, 23 a Perignano (dal lunedì al venerdì dalle 18.30 alle 20.00 e il mercoledì dalle 21.30 alle 23.00. Per tutto il mese di Dicembre aperto anche il Sabato e la Domenica!!!)

Alla bottega potrai trovare, oltre agli oggetti e ai vestiti che abbiamo durante tutto l’anno, anche altre idee per i tuoi regali, come cesti di prodotti del sud del mondo (che facciamo su prenotazione) e strenne natalizie.

Negli ultimi anni sempre più persone, ma anche Aziende sono venute a trovarci per fare regali e festeggiare il Natale, ma in un modo diverso; un modo che permette di fare festeggiare minimamente anche chi è meno fortunato di noi.

Molte persone hanno deciso addirittura negli ultimi anni di regalare ai propri cari dei progetti di solidarietà. Questa è un’idea ancora più “radicale” che però inorgoglisce e riempie il cuore a chi decide di fare un regalo simile, ma anche a chi lo riceve e a noi!!!

Vi aspettiamo numerosi!!!

A cavallo dei mesi di settembre ed ottobre, alcuni volontari del Bhalobasa hanno partecipato ad un viaggio in Ecuador, compiuto dal Gruppo tematico internazionale del CNCA. Numerosi sono i progetti che i viaggiatori hanno avuto opportunità di visitare per rendersi conto da una parte delle tipologie di bisogni presenti in quel paese, dall’altra delle forme di intervento che le organizzazioni sostengono quotidianamente.
Però più che riportare una descrizione di quest’ ultime, merita tentare di accostare il lettore al valore basilare che si è osservato animarle: una grande passione, la determinazione data dal cosiddetto “crederci”, la forza docile ma tenace che guida e mantiene l’impegno di queste persone che dobbiamo inevitabilmente immaginare rapportato al contesto nel quale si trovano ad operare; la società, il costume, le condizioni economiche e quelle sociali, la distribuzione dei beni e dei servizi, l’accesso ed il possesso di strumenti e valori quali l’istruzione e la salute, in Ecuador sono tutte realtà enormemente diverse da quelle presenti in Europa ed in Italia e, non è banale ricordalo, di una diversità che, al di là delle possibili e molteplici cause, spesso coincide con arretratezza, insufficienza, sottosviluppo, degrado, emarginazione, sopravvivenza. Allora, in tale scenario, non manca di apparire anche inverosimile, quasi miracoloso, che delle persone comuni ed anonime dedichino il loro tempo e le loro energie, a volte ben più che in una forma di “semplice” volontariato, da tanto che le organizzazioni sono, appunto, organizzate, strutturate, insediate ed infiltrate nel tessuto sociale, per aiutare, assistere ed accompagnare in un percorso di crescita e liberazione sia individuale che sociale, bambini, adolescenti, ragazzi e famiglie, tutti soggetti assediati e logorati da violenza, soprusi, abusi, droga, alcolismo, delinquenza, carcerazione, disoccupazione, disagio e disperazione; mali di ogni parte del mondo, ma non in tutte le parti del mondo presenti con la medesima portata e virulenza.
Ai partecipanti al viaggio i volontari e le associazioni umanitarie ecuadoriane hanno mostrato case famiglie in cui sono ospitati bambini, bambine ed adolescenti, che temporaneamente od in via definitiva sono tolti alle famiglie di provenienza per porre rimedio alla loro non rara storia di vittime di abusi e violenze; ci sono stati incontri con operatori di centri impegnati nella tutela e nella promozione dei diritti umani, ignorati a vario livello in ogni contesto sociale, oppure di strutture attive nel fornire servizi sanitari ed assistenziali agevolati per quanti non sono in grado di accedere alla sanità di massa (di carattere quasi esclusivamente privato, se tanto negli ospedali pubblici i pazienti debbono perfino portarsi i presidi medico-chirurgici!), con un’attenzione particolare alle necessità delle donne; c’è stata poi l’accoglienza dei viaggiatori da parte di comunità andine di “Campesinos” che si adoperano nel difendere la tradizionale gestione di tutti gli aspetti civili e sociali della vita degli abitanti dei villaggi della regione, quindi in autonomia rispetto alle istituzioni ed alla amministrazione pubblica, riferendo alla figura di un “capo” della comunità il potere giuridico, morale, sanitario ecc.; i campesinos di queste terre cercano poi di trarre sostentamento e crescita per le loro comunità sviluppando un’economia dalla realizzazione e vendita, solo in sito, di manufatti ad opera delle donne del posto, appositamente riunitesi in un consorzio produttivo.
L’anno che verrà sarà perciò importante per il Bhalobasa, che vedrà sempre più larghi gli orizzonti dei suoi interventi, ma lo sarà anche per l’Ecuador che potrà vedere rafforzate le risorse e verosimilmente i risultati ad opera di quanti hanno a cuore la sua gente e per essa si mettono in gioco.