La vita brulica a Kolkata
di Roberta Fiorentini
All’ottavo giorno del nostro viaggio a Kolkata, ci siamo addentrati nello slum vicino al Ponte di Howra. Una volta scesi dalla macchina ci siamo diretti in un vicoletto, tra spazzatura e ragazzi che compivano le loro operazioni giornaliere, come il lavarsi i denti.
Nessuno avrebbe immaginato che fosse l’ingresso di un ambulatorio medico. Persone accalcate sulle panche che si danno il cambio durante l’attesa. In un anno sono state visitate circa tremila persone.
Spesso però i pazienti necessiterebbero di un’operazione chirurgica, ma non possono permettersela e Bhalobasa contribuisce con medicine e attrezzature mediche (tra le altre cose ha acquistato l’oftalmoscopio). Le richieste da parte dei cinque dottori sono tante. Servono molti medicinali e l’attrezzatura necessita di essere ampliata.
Dopo pranzo abbiamo visitato la scuola dello slum della ferrovia, sostenuta da Bhalobasa. I bambini e le bambine arrivano a scuola la mattina dove fanno la doccia e si cambiano i vestiti. La scuola ha il necessario per fornire loro abiti puliti e il pranzo.
I loro genitori lavorano tutto il giorno ed è il modo per sottrarli a un luogo non adatto a nessuno, specialmente a dei bambini. Oggi ci hanno intrattenuto con uno spettacolo organizzato per noi. I bambini sono sorridenti e pieni di energie.
Dopo la scuola sono stata presa per mano da una bambina, mi voleva mostrare la sua casa. Mi ha portata in un vicoletto alla fine del quale abbiamo trovato le rotaie del treno. Lì tantissime persone, anziani, mamme con bambini appena nati, bambini che avevamo incontrato un attimo prima a scuola. La bambina mi ha portato a vedere la sua casetta che condivide con sei familiari.
Sono bambini come tutti, richiedono la nostra attenzione, ne hanno necessità e la cosa toccante è che sono felici, e lo dimostrano, nonostante il posto in cui vivono.
Abbiamo poi proseguito dall’altra parte della strada e abbiamo finalmente incontrato il grande Gange. Qui i bambini si divertono a fare il bagno e a giocare.


