Viaggi e News sulle attività di Bhalobasa in Rep. del Congo
Operiamo nella Repubblica Democratica del Congo nella zona di Katana che si trova nel sud-est del paese dal 2009. Attualmente abbiamo circa 190 Sostegni a Distanza e 5 Progetti.
Da quando abbiamo iniziato ad andare nella Repubblica Democratica del Congo è stata preziosa per Bhalobasa la collaborazione con Marie Jeanne, una suora originaria di Goma e che da qualche anno vive a Lavaiano. La sua esperienza e la sua conoscenza del paese ci stanno aiutando molto a capire questa nazione, così tanto martoriata dalla guerra e dagli interessi di potenti occidentali e africani.
La volontà di tutti noi è quella di cercare di raddoppiare i nostri sforzi e potenziare relazioni, sostegni e progetti nel paese.
13 Agosto, 2026
Ebola tra Congo e Uganda: Bhalobasa accanto alla comunità di Bwera
di Simona Caroti
Con il progetto “Insieme contro l’Ebola”, Bhalobasa sostiene le famiglie più vulnerabili di Bwera, nell’Uganda occidentale, al confine con la Repubblica Democratica del Congo. Un intervento concreto, costruito con i referenti locali, mentre l’epidemia continua a espandersi nel vicino Congo.
Bhalobasa ha attivato il progetto “Insieme contro l’Ebola” per aiutare la popolazione dell’area di Bwera, in Uganda, duramente colpita dalle conseguenze sanitarie, economiche e sociali dell’epidemia esplosa nella Repubblica Democratica del Congo.
Attraverso i nostri referenti locali vogliamo raggiungere le famiglie a basso reddito con generi alimentari, sapone e kit igienici e realizzare una campagna di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione del contagio.
È una risposta immediata a un’emergenza che ci riguarda da vicino.
Repubblica Democratica del Congo e Uganda, per Bhalobasa, non sono soltanto nomi sulla carta geografica. Sono Paesi attraversati nei nostri viaggi solidali, comunità con cui lavoriamo da molti anni, scuole, famiglie, bambine e bambini dei quali conosciamo i nomi e le storie.
Un’epidemia in rapida espansione. Il nuovo focolaio, causato dal virus Ebola Bundibugyo, è stato individuato nel maggio 2026 nella provincia dell’Ituri, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Da lì l’infezione si è estesa rapidamente, raggiungendo altre province congolesi e oltrepassando il confine con l’Uganda.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, al 9 agosto 2026 nella Repubblica Democratica del Congo erano stati registrati 4.381 casi confermati e 2.011 decessi, con un tasso di mortalità del 45,9%.
L’Ituri resta l’epicentro dell’emergenza, ma la trasmissione interessa anche il Nord Kivu, il Sud Kivu, l’Haut-Uélé e la Tshopo. In appena una settimana sono stati segnalati altri 579 casi e 304 decessi. Leggi il rapporto dell’OMS
Si tratta di una variante del virus per la quale non esistono ancora un vaccino approvato o una terapia specifica, anche se sono in corso sperimentazioni. Le cure tempestive, la reidratazione, il trattamento dei sintomi, l’individuazione precoce dei casi e il tracciamento dei contatti possono però aumentare le possibilità di sopravvivenza e contribuire a interrompere le catene di contagio.
Medici Senza Frontiere descrive una situazione estremamente critica: molti pazienti arrivano nei centri di cura senza essere stati precedentemente individuati dal sistema di sorveglianza.
L’insicurezza, i conflitti, gli spostamenti della popolazione, la difficoltà di raggiungere alcune comunità e la scarsità di strutture, personale e materiali sanitari rendono la risposta ancora più complessa. L’aggiornamento di Medici Senza Frontiere
La situazione in Uganda
In Uganda sono stati registrati complessivamente 20 casi confermati e due decessi. Quindici casi erano stati importati dalla Repubblica Democratica del Congo e cinque erano stati acquisiti localmente.
Il 28 luglio il Ministero della Salute ugandese ha dichiarato concluso il focolaio nel Paese. È un risultato importante, raggiunto grazie all’individuazione dei casi, ai test, al tracciamento dei contatti e al coinvolgimento delle comunità.
La fine del focolaio non significa però la fine del pericolo. La trasmissione continua nel vicino Congo e lungo il confine si muovono ogni giorno persone, merci e famiglie legate da relazioni, lavoro e necessità quotidiane. L’Uganda mantiene quindi un alto livello di sorveglianza e preparazione sanitaria per intercettare rapidamente eventuali nuovi casi importati.
Quando l’emergenza sanitaria diventa anche sociale
Le epidemie non colpiscono mai tutti nello stesso modo.
Le conseguenze più pesanti ricadono sulle famiglie a basso reddito, sui piccoli commercianti, sui lavoratori occasionali e sui contadini che dipendono dal lavoro quotidiano.
La limitazione degli spostamenti e degli scambi transfrontalieri, la chiusura temporanea dei mercati e le difficoltà di approvvigionamento possono provocare aumento dei prezzi, perdita di reddito, insicurezza alimentare e abbandono scolastico.
Sono soprattutto bambini e bambine, donne, persone anziane e persone con disabilità a pagare il prezzo più alto di una crisi che non è soltanto sanitaria.
Una presenza costruita nel tempo
Bhalobasa opera in Uganda dal 2003, a Kampala e nella parte occidentale del Paese, anche nelle zone vicine al confine con la Repubblica Democratica del Congo. Qui, insieme ai referenti locali, abbiamo costruito negli anni sostegni a distanza, progetti scolastici, sanitari e di protezione delle persone più vulnerabili.
Nella Repubblica Democratica del Congo operiamo dal 2009, nella regione del Kivu, inizialmente a Katana e successivamente anche a Bukavu e Goma. A Goma sosteniamo, fra le altre iniziative, la Casa Famiglia Bhalobasa, nata per accogliere bambini e bambine orfani di guerra provenienti dai campi profughi.
Questa esperienza ci insegna che una comunità non può essere raccontata soltanto attraverso le sue ferite. Congo e Uganda sono anche luoghi di straordinaria forza, competenza e capacità di resistenza. Il nostro compito non è sostituirci alle persone, ma camminare insieme a loro, ascoltando chi conosce il territorio e costruendo risposte condivise.
Il progetto “Insieme contro l’Ebola”
Il progetto di Bhalobasa è rivolto alle famiglie più vulnerabili di Bwera, nell’Uganda occidentale, a pochi chilometri dal confine con la Repubblica Democratica del Congo.
L’intervento prevede:
* l’acquisto e la distribuzione di farina di mais, fagioli, riso, olio da cucina e sale;
* la distribuzione di sapone e kit igienici;
* una campagna di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione dell’Ebola.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità e Medici Senza Frontiere insistono su un punto fondamentale: nessuna epidemia può essere fermata senza la fiducia e la partecipazione delle comunità.
È lo stesso principio che guida da sempre il lavoro di Bhalobasa: partire dalle relazioni, dai referenti locali e dalla conoscenza reale dei bisogni. Oggi quella relazione ci chiede di trasformarsi ancora una volta in presenza concreta.
23 Settembre, 2025
Insieme alla Chiesa Valdese per il Centro Sanitario di Mabanga in Repubblica Democratica del Congo
| Info utili | Congo | Italia |
| Popolazione | 118 ML | 59 ML |
| Superficie | 2344858 Km2 | 301340 Km2 |
| Età media | 16 | 48 |
| Aspettativa | 62 | 84 |
| Figli per donna | 4,4 | 1,2 |
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