Ringraziamo la nostra referente in India, Sharmistha Singha Roy, per questo video, un dono meraviglioso per noi!

Papa Francesco ha scelto bambine, bambini e giovani per la via Crucis, quest’anno.
Dopo un anno di pandemia in cui si sono ritrovati ad affrontare enormi difficoltà, ha messo al centro le loro piccole grandi croci. Le loro voci.

Da laici, da credenti, da ogni prospettiva, come organizzazione di volontariato che da trent’anni si spende per i diritti dei più piccoli, perché abbiano diritti, giustizia e futuro, ne siamo stati davvero colpiti.

Apprezziamo molto la scelta di fare luce, di rendere importanti agli occhi di tutti, coloro che spesso, in ogni parte del mondo, rischiano di non essere visti e di non avere attenzione, di essere addirittura invisibili, perché piccoli, fragili, soli.

Crediamo che, parafrasando Khalil Gibran e il suo passo sul dolore (tratto da “Il profeta”) questo lungo e amaro periodo, che ha tolto a troppe persone affetti, salute, socialità, lavoro, stabilità possa comunque lasciarci qualcosa di importante e prezioso, alla fine.

La consapevolezza ancora più forte che siamo tutti collegati, gli uni agli altri, che la solidarietà ha molte più forme di quelle che conoscevamo, che bastano a volte parole e sguardi per dirsi infinito amore, che nessuno, anche e soprattutto se ‘piccolo’ e fragile, deve essere lasciato da solo. OVUNQUE. MAI.

Pasqua viene dal greco pascha, a sua volta dall’aramaico pasha, significa “passaggio, andare oltre”.
Auguriamo a tutti e a tutte voi, raggiungendo anche ogni Paese in cui operiamo, una Buona Pasqua e che questo passaggio, duro e complesso, che stiamo vivendo ci porti presto a rivederci e ad abbracciarci forte, con ancora più felicità di essere INSIEME.

di Daniel Yawe e Francesca Isolani

A inizio 2020, durante l’ultimo viaggio Bhalobasa in Uganda, Stefania Bagnoli, nostra volontaria, ha visitato il villaggio di Mugulu, a circa 160 km da Kampala, accompagnata da Daniel Yawe, nostro referente e amico nonché originario del villaggio.

A Mugulu e nei villaggi limitrofi vivono circa 3000 persone. Nel villaggio ci sono tre scuole primarie, segno di una presenza importante di bambini e bambine. Tutte queste persone vivono senza acqua potabile e raccolgono acqua sporca e non sicura da un piccolo stagno.

A Stefania sono bastate queste informazioni per capire che era indispensabile la costruzione di un pozzo. Bhalobasa ha accolto la proposta ed è così che è nato il progetto della costruzione di un pozzo nel villaggio di Mugulu.

Ma che cos’è Mugulu? Perché il progetto di un pozzo è importante? Abbiamo voluto farcelo raccontare proprio da Daniel Yawe, il quale ci scrive

“…Il villaggio di Mugulu è una provincia nel distretto di Mitiyana situato nella regione centrale dell’Uganda. Posso dire che Mugulu è la mia origine. Mio padre è nato in questo villaggio e, proprio per questo, il progetto di costruzione di un nuovo pozzo è per me importante ed è essenziale per le persone che ci vivono. Il problema dell’acqua non pulita per uso domestico e quotidiano è stato una sfida per Mugulu per molto tempo, proprio come per la maggior parte dei villaggi in Uganda.

Immaginate di raccogliere l’acqua da un piccolo stagno condiviso con gli animali e contenente acqua sporca non sicura. Questo ha portato cattive condizioni di salute come malattie intestinali, colpendo molte famiglie, specialmente i bambini che si ammalano e non riescono a frequentare la scuola.

Attraverso la costruzione del pozzo per il villaggio, tanti problemi antigienici causati dall’uso di acqua sporca saranno risolti e la vita di molte persone sarà migliorata. È un progetto molto importante perché oltre 3000 persone nel mio villaggio e nei villaggi circostanti potranno raccogliere acqua pulita e non dovranno più condividere acqua con gli animali. Attraverso il sostegno di Bhalobasa per la costruzione di un nuovo pozzo, molte famiglie e villaggi vicini saranno in grado di accedere all’acqua pulita per la prima volta…”

Sì, per la prima volta. Per la prima volta avranno la possibilità di accedere ad acqua pulita e potabile. Ecco l’importanza di questo progetto.

L’obiettivo è quello di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti del villaggio. Per raggiungerlo, Bhalobasa ha pensato a tre azioni:

  • Costruzione del pozzo: la realizzazione del pozzo per acqua pulita nel villaggio di Mugulu, in accordo con il capo clan del villaggio. L’acqua sarà accessibile gratuitamente non solo agli abitanti di Mugulu, ma anche ai villaggi limitrofi.
  • Formazione di un gruppo per la gestione del pozzo: l’obiettivo di quest’azione è quello di contribuire al raggiungimento dell’autonomia del villaggio nella manutenzione e gestione del pozzo. Un’associazione di abitanti di Mugulu, la Mbogo Community Development Association, creata con l’aiuto di Daniel, individuerà un gruppo di lavoro di 10 persone a cui verrà affidata la gestione del pozzo, a seguito della partecipazione a incontri formativi sulla manutenzione del pozzo e sull’importanza dell’uso dell’acqua pulita.
  • Sensibilizzazione del villaggio per l’uso di acqua pulita: quest’azione sarà realizzata attraverso incontri formativi rivolti a 50 famiglie chiave (per un totale di circa 250 persone) e, successivamente, attraverso la diffusione informativa che i componenti delle 50 famiglie effettueranno nel villaggio.

L’utilizzo di acqua pulita a scopo domestico e alimentare contribuirà al miglioramento delle condizioni di salute degli abitanti del villaggio e conseguentemente contribuirà alla diminuzione delle assenze scolastiche per malattia.

Come ci scrive Daniel

“…La gente di Mugulu è entusiasta e prontissima ad iniziare a raccogliere acqua pulita dal nuovo pozzo dopo il completamento. Questo progetto davvero cambierà la vita di moltissime persone e bambini portando acqua pulita e una rinnovata salute alle persone di Mugulu…”

Nella sezione Progetti potete trovare maggiori informazioni e le modalità per fare una donazione (Progetto n. 583)

“…Grazie,

Daniel Yawe.”

…Grazie,

Bhalobasa.

       

     

di Sharmistha Singha Roy

E’ più di un anno che anche in India le scuole sono chiuse con gravi ripercussioni sull’istruzione dei quasi 290 milioni di bambini indiani. Prima della pandemia in India c’erano sei milioni di bambini che non andavano a scuola. Ora questo numero minaccia di salire perché la precarietà economica delle famiglie, causata dal COVID-19, determina l’abbandono degli studi di molti bambini, e tra questi soprattutto delle bambine.  In questo scenario, per proteggere i nostri bambini e per ridurre l’abbandono scolastico, l’associazione SGGT in collaborazione con i nostri donatori e sostenitori, continua a provvedere alle necessità educative e nutrizionali dei bambini più disagiati. Siamo grati ai donatori e sostenitori di BHALOBASA OdV ITALIA che sono al nostro fianco, nonostante le loro difficoltà. Questo è l’ultimo dei progetti realizzati con il loro sostegno: distribuzione di materiale scolastico, sostegno per le tasse scolastiche e supporto nutrizionale a circa 70 bambini di famiglie che vivono sui marciapiedi di Calcutta e che frequentano la SGGT STREET SCHOOL KOLKATA, a BOWBAZAR, CENTRAL AVENUE.

di Maria Luisa Scordamaglia

Alessandra carissima,

sono già passati otto anni dal giorno in cui ci siamo dovuti salutare.

È stato uno dei giorni più difficili e tristi. Ricordiamo ancora le lacrime, il dolore ed il dispiacere che tutti abbiamo provato.

Eppure mentre ti davamo il nostro addio c’era la consapevolezza che quel legame speciale con te, quelle gioie vissute insieme e le iniziative condivise non sarebbero rimaste solo un bel ricordo ma sarebbero diventate sempre più delle radici che si rafforzavano, un sogno che sarebbe andato avanti, la forza per non fermarsi, lo stimolo per continuare ad avere quell’occhio di riguardo verso tutti quei bimbi che tu adoravi tanto.

Bhalobasa sta crescendo e quest’anno compie trent’anni. Con la passione, l’energia e l’impegno che ti ha sempre contraddistinto e che ci hai trasmesso, stiamo organizzando i festeggiamenti. Nonostante il momento che stiamo vivendo a causa della pandemia, cerchiamo di pensare in grande proprio come piaceva a te. Saresti stata orgogliosa di tutti noi.

Ci manchi tanto e stasera alla Messa che celebreremo in tua memoria sarà bellissimo ricordare la persona meravigliosa che sei stata.

Il tuo Bhalobasa ❤️

Prima iniziativa pubblica del Coordinamento Pisano per la Rotta Balcanica

Anche Pietro Bartolo alla tavola rotonda “La Rotta Balcanica: i migranti che non vogliamo vedere”

L’appuntamento è per martedì 16 marzo alle 21. Potrà essere seguito sulla pagina facebook delle Acli provinciali di Pisa. Interverranno anche Daniele Bombardi ed Eleonora Costa, cooperanti espatriati di Caritas Italiana e Ipsia/Acli, e il giornalista di Avvenire Nello Scavo

Pietro Bartolo, il medico siciliano responsabile, dal 1992 al 2019, del presidio sanitario e del poliambulatorio di Lampedusa, per 27 anni impegnato nelle prime visite ai migranti sbarcati sull’isola, e attualmente europarlamentare che nel febbraio scorso ha visitato Lipa, il campo profughi simbolo della Rotta Balcanica con oltre mille persone rimaste praticamente quasi senza riparo dopo il rogo del 22 dicembre scorso.
Ma anche Daniele Bombardi, coordinatore di Caritas Italia per tutta la regione dei Balcani, ed Eleonora Costa, cooperante di Ipsia/Acli a Bihac, in Bosnia Erzegovina. E poi Nello Scavo, giornalista e reporter internazionale, inviato di Avvenire.

Saranno loro i protagonisti del primo momento pubblico di confronto sul dramma delle decine di migliaia di migranti bloccati nei campi profughi di Bosnia e Grecia soprattutto ma anche Albania, promosso dal Coordinamento pisano per la Rotta Balcanica, una rete composta da 15 diverse realtà del territorio pisano per supportare le iniziative di sostegno promosse da Caritas e Ipsia/Acli ma anche per tenere alta l’attenzione su questa emergenza umanitaria alle porte d’Europa.

“La rotta balcanica: i migranti che non vogliamo vedere”, infatti, sarà il filo conduttore dell’incontro in programma martedì 16 marzo alle 21 e che potrà essere seguito in diretta dalla pagina facebook delle Acli Provinciali.

Il 24 marzo (alle 21), invece, la seconda tappa del percorso dal titolo “La rotta balcanica: dove finisce l’Europa?” a cui interverranno l’europarlamentare Pierfrancesco Majorino, il professor Marcello Di Filippo, docente di diritto internazionale all’Università di Pisa, e la giornalista di Radio InBlu Giorgia Bresciani.

Parallelamente proseguono le iniziative in favore di Caritas e Ipsia/Acli a sostegno dei migranti della rotta balcanica.

Per le donazioni alla Caritas è a disposizione il conto corrente bancario di Banca Popolare di Lajatico intestato ad Arcidiocesi di Pisa – Caritas Diocesana IT60 U052 3214 0020 0000 0012 410 specificando nella causale “Rotta Balcanica”.
Per le donazioni a Ipsia/Acli, invece, ci si può collegarsi alla pagina web: https://sostieni.ipsia-acli.it/ , cliccare su “dona ora” e cercare il progetto “Balkan Route” oppure effettuare bonifico bancario sul conto corrente di Banca Popolare Etica intestato a Ipsia (iban IT35S0501803200000011014347 causale “donazione Pisa – Balkan Route”).

Anche la nostra associazione ha aperto una sottoscrizione dedicata dal titolo “Supporto umanitario ai migranti sulla rotta balcanica in Bosnia Erzegovina”. Si può donare nella sezione progetti del sito, a questo link https://www.bhalobasa.it/progetti/info-progetto/?id=603.

Il Coordinamento è promosso da Acli Provinciali di Pisa aps, Acli Toscane aps, Agesci Zona di Pisa, Azione Cattolica Pisa, Bene Comune, Bhalobasa odv, Caritas Pisa, Centro Studi “iCappuccini. Acli Persone Comunità”, Coordinamento Provinciale di Libera Pisa, L’Informazione Giovane, Movimento dei Focolari, Movimento Politico Per l’Unità, Ora Legale odv, Salus, Unità Migranti e da singoli cittadini.