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13 Settembre, 2026

L’UNICO VIAGGIO CHE INIZIA QUANDO SI TORNA A CASA!

di Simona Caroti

Dal 12 al 28 gennaio 2027 Bhalobasa tornerà in India, nel Bengala Occidentale, là dove affondano le radici della nostra associazione e dove, dal 1991, continuiamo a costruire progetti, sostegni a distanza e soprattutto relazioni.

Partiremo da Roma per raggiungere Kolkata, poi ci sposteremo nei villaggi e nelle altre località e comunità in cui operiamo.

Visiteremo le scuole, incontreremo bambine e bambini, famiglie, insegnanti e referenti locali. Vedremo da vicino le attività realizzate, verificheremo il cammino dei progetti e ascolteremo nuovi bisogni, desideri e speranze.

Condivideremo giornate, spostamenti, pasti, sorrisi, emozioni, parole e silenzi. Entreremo nella vita delle comunità con rispetto, in punta di piedi, pronti ad ascoltare e a cambiare punto di vista.

Perché i viaggi Bhalobasa vivono essenzialmente di tre parole: relazione, conoscenza e condivisione.

L’India ci attende con la sua energia incontenibile, le sue contraddizioni, i colori e il movimento incessante di Kolkata, la bellezza dei villaggi e l’accoglienza delle persone che, viaggio dopo viaggio, sono diventate parte della nostra storia.

Partiremo il 12 gennaio.

Ma il viaggio più profondo comincerà il 28, quando torneremo a casa portando con noi nuovi legami, domande, consapevolezze e uno sguardo diverso sul mondo.

Partenza da Roma: 12 gennaio 2027

Rientro: 28 gennaio 2027

Per informazioni e prenotazioni potete rivolgervi alla nostra referente dei viaggi, Maria Luisa Scordamaglia:

viaggi@bhalobasa.it

Se sentite che questo viaggio vi sta già chiamando, scriveteci.

Partite con Bhalobasa. Il ritorno sarà soltanto l’inizio!

 

Generale
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13 Settembre, 2026

Musica e parole per Gaza

di Simona Caroti

Di fronte alla sofferenza di Gaza, le parole da sole non bastano. Possono però incontrare la musica, riunire le persone e trasformarsi in aiuto concreto.

Il 18 settembre, alle 21:00, al Teatro di via Verdi di Vicopisano, il gruppo musicale FOuR ThREEs sarà protagonista di una serata promossa dall’Associazione Nursery degli Alberi Mirko e Vanessa, alla quale Bhalobasa è felice di collaborare insieme a Gruppo Emergency Pisa e PCRF – Palestine Children’s Relief Fund, con la partecipazione di Astarte Edizioni e con il patrocinio del Comune di Vicopisano e della Regione Toscana.

L’intero ricavato del concerto sarà destinato a interventi precisi e urgenti:

sostegno alla clinica di EMERGENCY ad al-Qarara, nell’area di Khan Younis;

aiuti alimentari urgenti per neonati e famiglie in condizioni di particolare vulnerabilità;

acquisto di attrezzature per una nuova clinica pubblica a Nablus.

Come Bhalobasa abbiamo scelto di essere parte di questa iniziativa perché crediamo nella forza delle sinergie e nella solidarietà capace di diventare presenza, responsabilità e cura.

Sarà una serata di musica e parole, ma soprattutto un’occasione per non restare immobili davanti a ciò che accade. Un posto occupato in teatro, una donazione, una voce unita alle altre possono contribuire a proteggere una vita e a dare sostegno a chi oggi ne ha più bisogno.

Come partecipare?

Il contributo minimo è di 10 euro a persona, con la possibilità di donare una cifra superiore.

È possibile acquistare il biglietto in prevendita tramite bonifico:

IBAN: IT06A0503471212000000002424

Intestato a: NURSERY DEGLI ALBERI MIRKO E VANESS

Ragione sociale: NURSERY DEGLI ALBERI MIRKO E VANESS

Filiale: San Giovanni alla Vena

Causale: “Serata Gaza – numero delle persone partecipanti, nome e cognome”

La copia del bonifico dovrà essere inviata a info@nurserydeglialberi.it oppure consegnata in formato cartaceo la sera del concerto.

È possibile prenotare anche scrivendo allo stesso indirizzo, indicando nome, cognome e numero delle persone partecipanti, e versare il contributo la sera dell’evento.

Ci si potrà presentare anche senza prenotazione, ma in questo caso non sarà possibile garantire la disponibilità del posto.

Chi non potrà essere presente, ma desidera comunque sostenere i progetti, potrà effettuare un bonifico utilizzando la causale “Donazione progetti Gaza” all’IBAN sopra indicato.

Per consentire la migliore organizzazione dei posti, si prega di comunicare eventuali particolari necessità, comprese quelle relative a persone con disabilità o in gravidanza ecc.

Teatro di Via Verdi, Vicopisano

Giovedì 18 settembre

Ore 21:00

info@nurserydeglialberi.it

347 1749751 – 349 6035266

L’evento è patrocinato dal Comune di Vicopisano.

I posti sono limitati, vi consigliamo di prenotare rapidamente. Vi aspettiamo per condividere una bella serata e trasformare, ancora una volta, la solidarietà in un gesto concreto.

Ultime News
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29 Agosto, 2026

Il Nepal devastato dall’alluvione, Bhalobasa al fianco di El Comedor Giordano Liva e in particolare della comunità di Uttargaya

di Simona Caroti

Uttargaya, per noi, non è certo solo un nome sulla carta geografica. È una comunità che abbiamo conosciuto, un intreccio di volti, voci e relazioni che oggi sentiamo ancora più vicino.

La mattina di mercoledì 26 agosto, il collasso di una parte del ghiacciaio nell’area del Langtang, lungo il confine tra Nepal e Tibet, ha provocato una piena improvvisa di proporzioni devastanti. Un’enorme massa di acqua, fango, ghiaccio, rocce e detriti ha attraversato vallate e corsi d’acqua, travolgendo interi villaggi, case, ponti, strade, scuole e centrali idroelettriche, soprattutto nei distretti nepalesi di Rasuwa e Nuwakot.

Il bilancio aggiornato al 29 agosto è drammatico: 633 vittime accertate, 626 in Nepal e 7 in Tibet, e quasi 3.000 persone ancora disperse. Sono almeno 93.000 le persone colpite e 17.000 le bambine e i bambini che hanno urgente bisogno di assistenza.

Nel distretto di Nuwakot, nell’area rurale di Uttargaya-Satbise, nel Comune di Bidur, l’ostello e buona parte della Uttargaya Public English Secondary School sono stati spazzati via, così come gran parte del vicino villaggio. Molte persone, tra cui numerose bambine e bambini, risultano ancora disperse. La zona è isolata e le informazioni arrivano con enorme difficoltà.

Quella scuola era già stata gravemente danneggiata dal terremoto del 2015 ed era stata ricostruita grazie a un lungo e tenace lavoro di solidarietà. Dal 2018 la nostra associazione sorella, El Comedor Giordano Liva ODV, promotrice del progetto, ne sostiene la ricostruzione, la messa in sicurezza e lo sviluppo, intervenendo sull’ostello, sull’accesso all’acqua potabile, sui servizi igienici, sull’alimentazione e sulla qualità degli spazi scolastici.

El Comedor è un’organizzazione di volontariato pisana, nata in memoria di Giordano Liva e impegnata da oltre vent’anni nella difesa del diritto alla salute, all’alimentazione, all’educazione e all’inclusione sociale, in Nepal, in Perù e sul nostro territorio.

Il legame tra Bhalobasa ed El Comedor non nasce soltanto dai progetti internazionali: è fatto anche di vicinanza quotidiana, collaborazione e spazi condivisi. Grazie alla loro preziosa ospitalità condividiamo infatti la sede operativa di Pisa, all’interno del Circolo ARCI Balalaika, in via Leopoldo Pilla 60, nel quartiere di San Giusto. Un luogo diventato casa comune, punto d’incontro e laboratorio di nuove iniziative solidali, dove si trova anche la nostra segreteria di Pisa, aperta ogni martedì dalle 17:30 alle 19:30.

Bhalobasa ha seguito il progetto di ricostruzione della scuola dopo il terremoto e ha sempre considerato il Nepal fra i propri obiettivi, cercando di integrare le proprie forze, competenze ed esperienze con quelle di El Comedor.

Nel maggio 2022 abbiamo organizzato insieme una missione finalizzata anche allo studio dello stato nutrizionale delle alunne e degli alunni della scuola, con il supporto dell’Università di Cagliari. Benedetta Ferri ed Eleonora Marrocu hanno monitorato circa 235 bambine e bambini, le loro abitudini alimentari, le condizioni igienico-sanitarie, l’ostello e gli edifici scolastici. Hanno incontrato insegnanti, famiglie e studenti, ascoltandone necessità, speranze e progetti.

Oggi quella scuola, ricostruita dopo il terremoto e diventata nuovamente un punto di riferimento per centinaia di bambine e bambini, è stata ancora una volta devastata.

Per questo il dolore non riguarda un luogo lontano. Riguarda persone conosciute, mani strette, sguardi incrociati, una comunità che ci ha accolto e nella quale torneremo.

Siamo vicini con tutto il cuore agli amici e alle amiche di El Comedor, alle persone che operano nella scuola e all’intera popolazione nepalese. Ma la nostra non sarà soltanto una vicinanza espressa a parole.

Con El Comedor stiamo già valutando iniziative e progetti concreti per rispondere ai bisogni che emergeranno e contribuire alla ricostruzione. Vogliamo inoltre unire ancora di più le nostre forze e condividere i prossimi viaggi in Nepal, perché tornare significa conoscere, ascoltare, verificare e costruire insieme.

Questa tragedia cambia le priorità, ma non spezza il legame e non cancella la volontà di tornare.

Ora occorrerà comprendere l’entità reale dei danni, raggiungere le comunità ancora isolate e ricominciare ancora una volta. Sarà un cammino lungo. Lo percorreremo insieme, passo dopo passo, trasformando la solidarietà in presenza, responsabilità e azione.

Forza El Comedor Forza Uttargaya. Bhalobasa è con voi!

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29 Agosto, 2026

Bhalobasa ricorda Giorgio Castellani

di Simona Caroti

Bhalobasa è vicina alla famiglia Castellani nel ricordo del caro Giorgio

La scomparsa di Giorgio Castellani, a 88 anni, colpisce profondamente anche noi!

Giorgio è stato uno dei protagonisti della storia imprenditoriale del nostro territorio. Entrato giovanissimo, negli anni Cinquanta, nell’azienda vitivinicola fondata dalla famiglia a Montecalvoli alla fine dell’Ottocento, ne ha accompagnato e guidato per decenni lo sviluppo, fino a farne una realtà conosciuta in tutto il mondo.

Uomo di formazione tecnica, vulcanico, dinamico e profondamente legato alla terra, insieme al fratello Roberto seppe aprire nuovi mercati internazionali, dalla Cina agli Stati Uniti, e dare impulso all’acquisizione di vigneti, fattorie e tenute nelle Colline Pisane, in Valdera e nelle terre del Chianti. Una crescita straordinaria che non recise mai le radici della famiglia, rimaste saldamente piantate a Santa Lucia e in quel modo semplice e insieme nobilissimo di definirsi: “contadini dediti al vino”.

Per la famiglia e per l’azienda Giorgio era il “grande capo”. Ma la sua storia non appartiene soltanto al mondo del vino e dell’impresa.

Per oltre trent’anni è stato accanto al basket femminile di Pontedera. Non soltanto come sponsor, ma come amico, punto di riferimento e presenza costante. Con passione, generosità e discrezione ha contribuito alla crescita del settore giovanile, offrendo a centinaia di bambine e ragazze la possibilità di avvicinarsi allo sport, crescere insieme e coltivare il proprio talento.

In questa capacità di restituire al territorio una parte di ciò che la vita e il lavoro avevano costruito riconosciamo un tratto profondo della famiglia Castellani. Per Bhalobasa, infatti, la famiglia Castellani non è semplicemente il nome di una realtà che ci sostiene. È una presenza amica, un legame costruito negli anni attraverso la fiducia, la stima, l’ascolto e una vicinanza concreta ai nostri progetti e alle persone che ne sono il cuore. Sempre con noi!

Il Gruppo Castellani accompagna da tempo anche i nostri incontri annuali, pranzo e cena, donandoci il vino, ma il rapporto che ci unisce è molto più profondo e prezioso. È fatto di gesti importanti che non elencheremo, perché raccontarli nel dettaglio significherebbe tradire proprio lo stile con cui sono sempre stati compiuti: senza cercare riconoscimenti, lasciando che al centro rimanessero soltanto le persone da aiutare e il bene da realizzare.

Questa è la vera essenza della generosità: non ha bisogno di mostrarsi. Si vede dalla misura, dalla delicatezza e dalla naturalezza con cui si esprime. E dalla fiducia accordata a chi, come Bhalobasa, cerca ogni giorno di trasformare l’aiuto ricevuto in istruzione, salute, dignità, autonomia e futuro.

In questi giorni la nostra gratitudine si unisce al dolore.

Ci stringiamo con profondo affetto a Rosalba, a Roberto, a Piergiorgio e a tutta la famiglia Castellani, alla quale esprimiamo la nostra vicinanza e le nostre più sincere condoglianze.

Grazie, Giorgio, per ciò che hai costruito e per quanto hai restituito alla tua comunità. Grazie alla famiglia Castellani per tutto quello che ha voluto sempre donarci. In molti sensi.

Ci sono gesti che non fanno rumore, ma cambiano molte vite. E ci sono persone la cui presenza continua a vivere nelle radici profonde di tutto il bene che hanno seminato.

Ciao Giorgio e grazie, di tutto, a nome di molti!

 

Generale
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27 Agosto, 2026

COSTRUIRE UN POLLAIO ED ALLEVARE GALLINE: IMPARARE, NUTRIRSI, LAVORARE IN R.D. CONGO

di Cecilia Bertanza

La Casa Famiglia Marisa, a Kinshasa, RD Congo, ospita 136 bambini orfani o abbandonati ed è sostenuta economicamente solo da associazioni di volontariato – come Bhalobasa – o da singoli donatori: lo stato del Congo non fornisce aiuti.

Con questo progetto, finanziato quasi interamente dalle risorse dell’8×1000 che i contribuenti italiani destinano allo Stato (bando 2022 della Presidenza del Consiglio) è stato costruito, nel terreno di proprietà della Casa Famiglia, un pollaio della capacità di oltre 500 gallinacei.

PERCHÉ PROPRIO UN POLLAIO: l’allevamento dei gallinacei non è eccessivamente complesso, può dare risultati nel breve periodo, e i prodotti, cioè la carne e le uova, sono altamente proteici.

I BENEFICI: tutti gli ospiti e gli operatori della Casa famiglia, piccoli e grandi, hanno beneficiato, in brevissimo tempo, delle uova e della carne per i loro pasti.

I ragazzi più grandi hanno seguito una formazione per l’allevamento, la cura, l’accudimento dei gallinacei ed hanno trovato in questo modo un’attività produttiva da svolgere.

2 adulti vengono impiegati come guardiani, per evitare i furti, frequenti nella zona.

GLI SVILUPPI: il pollaio è grande e da un numero iniziale di 208 animali può raggiungere una capienza di oltre 500. Questo significa che già da alcuni mesi i prodotti che non vengono consumati nella Casa Famiglia, vengono venduti sul mercato e si tratta di un’importantissima entrata per le finanze della struttura.

E significa anche l’avvio ad un’attività commerciale per alcuni ragazzi più grandi. Ciò contribuisce al raggiungimento dell’autonomia economica.

BHALOBASA è orgogliosa della realizzazione di questo progetto che fornisce risorse alimentari agli ospiti della Casa Famiglia, formazione ai ragazzi, lavoro, e strumenti per lo sviluppo economico e professionale.

Generale
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21 Agosto, 2026

Il mare, la comunità, il cibo, la pace

di Silvia Marini

XV edizione di Marina Slow!

La manifestazione, organizzata dal Circolo Il Fortino di Marina di Pisa e da Slow Food Pisa e Colline Pisane, si svolgerà a Marina dal 22 al 29 agosto 2026.

Sarà un luogo di incontro e riflessione, dedicato alla cucina, alla cultura, al confronto sulle idee e sui grandi temi che caratterizzano il tempo in cui viviamo.

Uno spazio di pensiero critico, di cui avvertiamo sempre più la necessità.

Giornate intense, segnate da dibattiti, presentazioni di libri, musica, spettacoli, gastronomia, e tanti, tanti incontri!

Marina Slow si configura sempre più come un punto di riferimento per la comunità locale e per le associazioni che operano nel territorio.

Così, anche quest’anno, Bhalobasa non poteva mancare!

I volontari e le volontarie saranno presenti con il loro stand vivace e colorato con i colori del mondo, per proporre cose belle che provengono da luoghi lontani e vicini, che parlano di solidarietà, accoglienza, condivisione.

Sarà uno spazio di dialogo, per parlare di Sostegni a Distanza, progetti di sviluppo e viaggi solidali con chiunque lo desideri e per presentare la storia di Bhalobasa a chi vorrà conoscerla.

E il legame tra Bhalobasa e il Fortino di Marina di Pisa si farà ancora più solido e ricco di prospettive future.

Vi aspettiamo!

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R.D. Congo
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13 Agosto, 2026

Ebola tra Congo e Uganda: Bhalobasa accanto alla comunità di Bwera

di Simona Caroti

Con il progetto “Insieme contro l’Ebola”, Bhalobasa sostiene le famiglie più vulnerabili di Bwera, nell’Uganda occidentale, al confine con la Repubblica Democratica del Congo. Un intervento concreto, costruito con i referenti locali, mentre l’epidemia continua a espandersi nel vicino Congo.

Bhalobasa ha attivato il progetto “Insieme contro l’Ebola” per aiutare la popolazione dell’area di Bwera, in Uganda, duramente colpita dalle conseguenze sanitarie, economiche e sociali dell’epidemia esplosa nella Repubblica Democratica del Congo.

Attraverso i nostri referenti locali vogliamo raggiungere le famiglie a basso reddito con generi alimentari, sapone e kit igienici e realizzare una campagna di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione del contagio.

È una risposta immediata a un’emergenza che ci riguarda da vicino.

Repubblica Democratica del Congo e Uganda, per Bhalobasa, non sono soltanto nomi sulla carta geografica. Sono Paesi attraversati nei nostri viaggi solidali, comunità con cui lavoriamo da molti anni, scuole, famiglie, bambine e bambini dei quali conosciamo i nomi e le storie.

Un’epidemia in rapida espansione. Il nuovo focolaio, causato dal virus Ebola Bundibugyo, è stato individuato nel maggio 2026 nella provincia dell’Ituri, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Da lì l’infezione si è estesa rapidamente, raggiungendo altre province congolesi e oltrepassando il confine con l’Uganda.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, al 9 agosto 2026 nella Repubblica Democratica del Congo erano stati registrati 4.381 casi confermati e 2.011 decessi, con un tasso di mortalità del 45,9%.

L’Ituri resta l’epicentro dell’emergenza, ma la trasmissione interessa anche il Nord Kivu, il Sud Kivu, l’Haut-Uélé e la Tshopo. In appena una settimana sono stati segnalati altri 579 casi e 304 decessi. Leggi il rapporto dell’OMS⁠

Si tratta di una variante del virus per la quale non esistono ancora un vaccino approvato o una terapia specifica, anche se sono in corso sperimentazioni. Le cure tempestive, la reidratazione, il trattamento dei sintomi, l’individuazione precoce dei casi e il tracciamento dei contatti possono però aumentare le possibilità di sopravvivenza e contribuire a interrompere le catene di contagio.

Medici Senza Frontiere descrive una situazione estremamente critica: molti pazienti arrivano nei centri di cura senza essere stati precedentemente individuati dal sistema di sorveglianza.

L’insicurezza, i conflitti, gli spostamenti della popolazione, la difficoltà di raggiungere alcune comunità e la scarsità di strutture, personale e materiali sanitari rendono la risposta ancora più complessa. L’aggiornamento di Medici Senza Frontiere⁠

La situazione in Uganda

In Uganda sono stati registrati complessivamente 20 casi confermati e due decessi. Quindici casi erano stati importati dalla Repubblica Democratica del Congo e cinque erano stati acquisiti localmente.

Il 28 luglio il Ministero della Salute ugandese ha dichiarato concluso il focolaio nel Paese. È un risultato importante, raggiunto grazie all’individuazione dei casi, ai test, al tracciamento dei contatti e al coinvolgimento delle comunità.

La fine del focolaio non significa però la fine del pericolo. La trasmissione continua nel vicino Congo e lungo il confine si muovono ogni giorno persone, merci e famiglie legate da relazioni, lavoro e necessità quotidiane. L’Uganda mantiene quindi un alto livello di sorveglianza e preparazione sanitaria per intercettare rapidamente eventuali nuovi casi importati.

Quando l’emergenza sanitaria diventa anche sociale

Le epidemie non colpiscono mai tutti nello stesso modo.

Le conseguenze più pesanti ricadono sulle famiglie a basso reddito, sui piccoli commercianti, sui lavoratori occasionali e sui contadini che dipendono dal lavoro quotidiano.

La limitazione degli spostamenti e degli scambi transfrontalieri, la chiusura temporanea dei mercati e le difficoltà di approvvigionamento possono provocare aumento dei prezzi, perdita di reddito, insicurezza alimentare e abbandono scolastico.

Sono soprattutto bambini e bambine, donne, persone anziane e persone con disabilità a pagare il prezzo più alto di una crisi che non è soltanto sanitaria.

Una presenza costruita nel tempo

Bhalobasa opera in Uganda dal 2003, a Kampala e nella parte occidentale del Paese, anche nelle zone vicine al confine con la Repubblica Democratica del Congo. Qui, insieme ai referenti locali, abbiamo costruito negli anni sostegni a distanza, progetti scolastici, sanitari e di protezione delle persone più vulnerabili.

Nella Repubblica Democratica del Congo operiamo dal 2009, nella regione del Kivu, inizialmente a Katana e successivamente anche a Bukavu e Goma. A Goma sosteniamo, fra le altre iniziative, la Casa Famiglia Bhalobasa, nata per accogliere bambini e bambine orfani di guerra provenienti dai campi profughi.

Questa esperienza ci insegna che una comunità non può essere raccontata soltanto attraverso le sue ferite. Congo e Uganda sono anche luoghi di straordinaria forza, competenza e capacità di resistenza. Il nostro compito non è sostituirci alle persone, ma camminare insieme a loro, ascoltando chi conosce il territorio e costruendo risposte condivise.

Il progetto “Insieme contro l’Ebola”

Il progetto di Bhalobasa è rivolto alle famiglie più vulnerabili di Bwera, nell’Uganda occidentale, a pochi chilometri dal confine con la Repubblica Democratica del Congo.

L’intervento prevede:

* l’acquisto e la distribuzione di farina di mais, fagioli, riso, olio da cucina e sale;

* la distribuzione di sapone e kit igienici;

* una campagna di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione dell’Ebola.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e Medici Senza Frontiere insistono su un punto fondamentale: nessuna epidemia può essere fermata senza la fiducia e la partecipazione delle comunità.

È lo stesso principio che guida da sempre il lavoro di Bhalobasa: partire dalle relazioni, dai referenti locali e dalla conoscenza reale dei bisogni. Oggi quella relazione ci chiede di trasformarsi ancora una volta in presenza concreta.

Sostieni il progetto “Insieme contro l’Ebola” – ID 807:
Perché la distanza si misura in chilometri.
La vicinanza si misura nei gesti.

 

 

 

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10 Agosto, 2026

Un nuovo scuolabus in viaggio verso il futuro!

Grazie a Fondazione Prosolidar – ETS, un nuovo scuolabus apre la strada al futuro!
Anche il terzo scuolabus destinato alla Sree International School – St. Cecilia è stato acquistato. Una notizia che parla di distanze superate e, soprattutto, di bambine e bambini che potranno raggiungere la scuola con maggiore sicurezza e regolarità.
In questa zona molti villaggi non dispongono di adeguati collegamenti pubblici e alcuni studenti affrontano ogni giorno tragitti lunghi quasi 25 chilometri. Per loro, un pulmino non è soltanto un mezzo di trasporto: è il ponte che li conduce verso l’istruzione, la conoscenza e la possibilità di immaginare un futuro diverso.
La Sree International School – St. Cecilia è la prima scuola in lingua inglese nata in quest’area rurale. Oggi i tre scuolabus permettono a oltre 50 bambini e bambine di frequentare le lezioni, alleggerendo anche le difficoltà quotidiane delle loro famiglie!
“Ogni viaggio porta con sé i sogni di molti bambini, le speranze dei loro genitori e il nostro impegno a offrire istruzione a ogni bambino che desidera imparare”, scrive Sharmistha Singha Roy, Direttrice di SGGT, nella sua lettera di ringraziamento.
L’acquisto del nuovo scuolabus è stato realizzato con il contributo di Fondazione Prosolidar – ETS, che ringraziamo per aver reso possibile un altro passo importante lungo la strada del diritto all’istruzione.
Perché, qualche volta, il futuro arriva proprio così: a bordo di un pulmino, lungo una strada di paese, diretto verso una scuola.
Fondazione Prosolidar – ETS
https://www.facebook.com/Prosolidar

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26 Luglio, 2026

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior

di Paola Bertelli e Gianmarco Braccini

 

Nel mese di luglio, come accade da alcuni anni, Bhalobasa ha organizzato un incontro di sensibilizzazione e di condivisione delle nostre tematiche e attività, presso il bagno UISP Village di Marina di Pisa.

È stata una serata molto piacevole durante la quale, ai racconti di progetti e sostegni che in questi anni sono andati a buon fine, si sono alternate letture di poesie etniche e canti condivisi, guidati dalla voce e dalla chitarra di Gianmarco.

La serata è stata introdotta e presentata dal nostro presidente Alessandro.

Silvia e Giovanni hanno parlato del progetto Teresa in Uganda, che permette a bambine e bambini di uno slum di Kampala di seguire con regolarità un percorso di istruzione al riparo dai rischi che corrono all’interno della baraccopoli. E poi delle borse di studio che Bhalobasa assegna a ragazzi e ragazze Ugandesi e Indiani, privi di mezzi ma particolarmente brillanti negli studi. Don Alì, referente Bhalobasa in Rep. Dem. del Congo, ha accompagnato con la chitarra le loro parole, regalandoci intensi ritmi africani.

Cecilia ha raccontato di Fernanda, del Burkina Faso, e della realizzazione del suo sogno di aprire un suo negozio di parrucchiera.

Massimo e Irene hanno parlato dell’India e delle storie di Akash, Rahul e Debby, del loro percorso di studi e del loro successo universitario.

La serata si è conclusa con un momento conviviale.

Ci hanno accompagnato, risuonandoci nelle orecchie, visto che ci rivolgiamo alle periferie più disastrate del mondo, le ultime parole della canzone di De André che ha aperto la serata: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

 

 

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