5 Aprile, 2026
È Pasqua alla Casa Famiglia Bhalobasa di Goma
A Pasqua, la speranza ha questi volti, questi sorrisi, queste voci!
Dalla nostra casa famiglia di Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, i bambini e le bambine ci regalano un video che vale più di tante parole.
Ed è proprio questo il senso più profondo della Pasqua: la vita che resiste, rifiorisce, sorride.
Grazie a chi cammina con Bhalobasa e rende possibile tutto questo.
20 Marzo, 2026
A FARE LA DIFFERENZA È L’INDIFFERENZA. (Don Luigi Ciotti, Presidente Libera)
di Silvia Marini
Sabato 14 marzo, a Pisa, c’era anche Bhalobasa, per un incontro dedicato alla XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Un incontro segnato da momenti di grande intensità emotiva, coinvolgimento, condivisione.
Cittadini, associazioni, rappresentanti delle istituzioni si sono alternati nella lettura dei nomi delle 1117 vittime innocenti di mafia. 1117 donne, uomini e anche bambini. Vite spezzate, spesso nell’esercizio dei loro doveri civili, vite che reclamano giustizia, a cui noi dedichiamo un commosso ricordo.
Tante vite da ricordare, troppe…
Così, nella giornata dedicata alle vittime di mafia, altre vite sono state ricordate. Un tappeto di nomi, steso nella Piazza XX Settembre, per ricordare altre vittime innocenti, le morti di Gaza. 70000 nomi, ma il loro numero è condannato a crescere. E dietro a quel numero, altrettante persone.
Così l’incontro è stato anche un fermo NO alla violenza, all’ingiustizia, alla guerra.
Incontro culminato nelle parole chiare e potenti di Don Armando Zappolini, nostro presidente onorario, che conclude la giornata citando un’altra vittima innocente di mafia, Peppino Impastato, alla cui memoria la nostra associazione è profondamente legata.
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20 Marzo, 2026
16 marzo. Ricordo di Alessandra
Il 16 marzo non è mai un giorno qualunque per Bhalobasa.
È il giorno in cui, nel 2013, Alessandra Tognoni, la nostra Ale, ci ha lasciati troppo presto, a soli 49 anni.
Da allora questa data porta con sé una ferita che il tempo non cancella, ma anche una luce che il tempo non spegne.
Ale è stata molto più di una volontaria, molto più di una presenza preziosa nel cammino della nostra associazione.
È stata un’anima limpida, generosa, capace di lasciare bene ovunque passasse.
Nei suoi gesti c’erano cura, verità, dolcezza, forza.
Nel suo modo di stare accanto agli altri c’era già tutto: l’amore concreto, la dedizione silenziosa, la capacità rara di esserci davvero.
Ci manca infinitamente.
Ci mancano la sua energia, il suo sorriso, il suo modo di attraversare la vita e il mondo con passo leggero e cuore pieno.
Ma insieme alla nostalgia vive in noi una gratitudine immensa: per ciò che ci ha donato, per i valori che ha incarnato, per i progetti condivisi, per i viaggi, per l’affetto seminato senza misura.
Ale continua a vivere nelle tracce che ha lasciato, nelle scelte che ispira, nel bene che continua a generare anche oggi, a distanza di anni.
Per questo a lei abbiamo dedicato il Premio Alessandra, che ogni anno valorizza giovani capaci di distinguersi nella promozione concreta dei diritti umani, all’interno di associazioni, ONG e realtà simili.
È un premio che custodisce il suo nome, ma soprattutto il suo esempio.
Ogni volta che lo consegniamo, Ale torna a brillare attraverso l’impegno dei giovanissimi che tanto sapeva spronare, attraverso mani che costruiscono, coscienze che si svegliano e a loro volta svegliano, vite che scelgono di stare dalla parte della dignità umana.
Ed è bello pensare che, così, la sua luce continui a camminare nel mondo.
Presto comunicheremo i nomi dei vincitori e delle vincitrici del Premio Alessandra 2026.
Oggi, nel ricordarla, vogliamo stringere in un abbraccio fortissimo la sua famiglia, che per tutte le volontarie e i volontari di Bhalobasa è stata ed è molto più di una famiglia amica: una casa del cuore, un esempio di accoglienza, umanità, generosità, valori vissuti e trasmessi.
A loro va il nostro pensiero più profondo, affettuoso e riconoscente.
Oggi, alle 18:00, ricorderemo Ale nella Chiesa di San Giovanni di Ponsacco, nella celebrazione officiata dal nostro fondatore e presidente onorario, Don Armando Zappolini. Vi aspettiamo.
Con amore, memoria e gratitudine,
Bhalobasa OdV





20 Marzo, 2026
L’8 marzo è ogni giorno.
di Simona Caroti
In molte parti del mondo nascere bambina significa ancora partire con meno diritti. Troppo spesso significa:
avere maggiori probabilità di morire entro i 5 anni;
ricevere meno cibo e meno cure;
avere meno possibilità e più difficoltà; di accedere al diritto allo studio;
rischiare matrimoni forzati e gravidanze precoci;
essere maggiormente soggetta a violenze fisiche e psicologiche;
non poter accedere liberamente al mondo del lavoro;
e, anche quando ci si riesce, essere pagate meno degli uomini.
Eppure una verità resta semplice e potente: i diritti delle bambine e delle donne sono diritti umani.
Per Bhalobasa, per i suoi volontari e volontarie e per i nostri referenti nei Paesi in cui operiamo – molto spesso donne straordinarie – l’8 marzo non è una data: è un impegno quotidiano.
Per questo:
sosteniamo le bambine (e naturalmente tutti i piccoli più vulnerabili) fin dalle prime fasi della vita;
promuoviamo, insieme alle comunità e ai nostri referenti, un’alimentazione sana, equilibrata e uguale per tutti e tutte;
grazie ai sostegni a distanza, da 35 anni, migliaia di bambine hanno potuto studiare, imparare, scegliere il proprio futuro e costruire una vita dignitosa e libera;
lavoriamo ogni giorno con famiglie e comunità perché nessuna bambina venga privata della propria libertà e del proprio futuro;
realizziamo progetti concreti per prevenire e contrastare la violenza, come il Progetto Teresa, nato nel grande slum di Kampala, in Uganda, diventato un modello per altre realtà, comunità e Paesi;
grazie all’istruzione e alle opportunità create, tante bambine sono diventate donne libere, professioniste, educatrici, infermiere, insegnanti: donne che oggi si prendono cura di altre donne, di altre persone fragili e dei bambini e delle bambine più vulnerabili.
C’è una parola inglese che amiamo molto: empowerment.
Significa dare alle donne la possibilità di scegliere la propria vita, di costruire il proprio futuro e di diventare protagoniste del cambiamento nelle loro comunità.
È una parola che ci ricorda spesso Sharmistha, responsabile dell’ufficio indiano di Bhalobasa.
E che ritroviamo ogni giorno nel lavoro e nella passione di tante donne straordinarie: Grazia e Patrizia in Burkina Faso, Anny in Uganda, Marie Jeanne e Suor Benedicta in Repubblica Democratica del Congo, insieme a tante altre…
Sono loro, insieme a noi, a rendere possibile tutto questo. La maggior parte dei progetti di Bhalo è studiata proprio per le donne!
Quando una bambina studia, cresce una donna libera.
E quando cresce una donna libera, cambia il futuro di tutti.
Per Bhalobasa, l’8 marzo è ogni giorno.
19 Marzo, 2026
Rouble Nagi, con l’istruzione si cambiano le vite!
di Simona Caroti
L’educazione in India, come negli altri Paesi in cui operiamo, è una porta.
E la soglia di ogni scuola non è un semplice passaggio: è il futuro.
È da lì che parte la storia di Rouble Nagi, insegnante e artista indiana che nel 2026 ha ricevuto il Global Teacher Prize, il più importante riconoscimento internazionale per chi, attraverso l’educazione, cambia il destino delle persone: un premio da 1 milione di dollari, assegnato durante il World Governments Summit di Dubai.
Nagi ha portato la scuola dove la scuola non arrivava: negli slum urbani e in comunità ai margini, intrecciando istruzione e arte come due fili dello stesso gesto. Attraverso la sua fondazione ha contribuito alla nascita di oltre 800 centri di apprendimento in aree svantaggiate e ha raggiunto oltre un milione di bambini e bambine.
Non ha costruito scuole d’élite.
Ha costruito possibilità.
Chi ha avuto il privilegio di camminare in India con Bhalobasa lo sa: sa che esistono scuole che nascono lontano dalle mappe ufficiali, dove l’idea stessa di “aula” è una conquista quotidiana.
Sa che esistono scuole che nascono per strada, in mezzo ai mattoni, mentre i genitori lavorano: sotto lamiere e materiali di risulta, dentro uno slum, all’aperto, in strutture fatte di fortuna e di crepe.
E da ogni crepa entra molto più che luce: entra la vita, con tutta la sua bellezza.
Quella bellezza ostinata che resiste, studia, cresce.
Ed è proprio qui che la storia di Rouble Nagi ci parla da vicino.
Perché è lo stesso principio che guida anche il lavoro di Bhalobasa: non portare “soluzioni dall’alto”, ma costruire strumenti, insieme alle comunità e ai referenti locali, affinché bambini e bambine possano restare a scuola, imparare, immaginare, scegliere.
Cambiano le città.
Cambiano le lingue.
Non cambia la direzione.
Educare significa sottrarre all’inevitabile.
Significa dire a un bambino che nasce in uno slum che il suo destino non è già scritto.
Significa trasformare un muro, una lavagna, una matita in un atto di giustizia.
E non è un caso se Rouble Nagi ha scelto di investire il premio nella creazione di un istituto di formazione professionale gratuito, perché l’istruzione non è solo “andare a scuola”: è poterci restare, e poi poter camminare nel mondo con più strumenti in tasca.
Scriveva Tiziano Terzani:
“L’India non ti entra negli occhi, ti entra dentro.”
E quando ti entra dentro, non puoi più ignorare che ogni scuola aperta – anche la più fragile, anche la più improvvisata – è una rivoluzione silenziosa.
Quella stessa rivoluzione che, insieme ai nostri partner locali, continuiamo a sostenere.
Perché l’educazione non cambia solo una vita.
Cambia tutte quelle che verranno dopo.









18 Marzo, 2026
Bentornati Irene e Massimo!
Bentornati Irene Giorgi e Massimo Bettini, un abbraccio da tutti e tutte noi!
I nostri amici e preziosissimi volontari sono rientrati ieri, 26 febbraio, dopo aver trascorso altri due mesi in India a servizio della nostra associazione. Grazie
Un tempo prezioso, vissuto sul campo, per verificare l’andamento dei progetti in corso, valutarne di nuovi, incontrare i bambini e le bambine sostenuti a distanza, i nostri referenti locali, il nostro caro Padre Orson – che si sta pian piano riprendendo dopo un grave malessere e al quale siamo sempre vicini! – e tutte quelle persone che, negli anni, non solo hanno reso possibili i nostri interventi, ma sono diventate amiche e amici… e che oggi, a loro volta, portano avanti azioni concrete a sostegno di chi è più fragile e vulnerabile.
Irene e Massimo conoscono ormai molto bene le zone dell’India e del Bengala Occidentale in cui operiamo. Prima di rientrare hanno guidato, ancora una volta, un gruppo in viaggio: un’esperienza che ha già saputo restituirci tanto, anche in termini di emozioni, consapevolezza e legami.
Aspettiamo adesso il primo report di Irene – questa volta dalla sua casa di Pisa – e il racconto collettivo di tutte le viaggiatrici e i viaggiatori.
Come sempre, sarà un viaggio!
“L’India ti entra dentro piano piano,
e quando credi di averla lasciata,
ti accorgi che non se n’è mai andata.”
Tiziano Terzani
Info sui prossimi viaggi? Scrivete alla nostra Luisa: viaggi@bhalobasa.it
18 Marzo, 2026
Ramadan Kareem Buona Quaresima
di Simona Caroti
In questi giorni, per una coincidenza rara del calendario, iniziano quasi insieme due grandi tempi spirituali: la Quaresima, per i cristiani, e il Ramadan, per i musulmani.
Sono percorsi diversi, ma attraversati da parole simili:
digiuno, riflessione, attenzione all’essenziale, cura degli altri.
Lo ha ricordato anche il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana – da anni impegnato nel dialogo interreligioso e in iniziative di pace e mediazione internazionale – sottolineando come questa coincidenza possa essere “simbolo di un incontro profondo” e un invito a cercare “vie comuni di pace e collaborazione”.
Bhalobasa lavora da oltre 35 anni in contesti dove le fedi non si contrappongono: si incontrano.
In India, in Africa, nei territori in cui operiamo, capita spesso che attorno allo stesso tavolo siedano persone di religioni diverse – o anche di nessuna religione – per progettare insieme un intervento in una scuola, in un ambulatorio, in un villaggio, in una comunità, in uno slum…
In quei momenti, ciò che conta non è l’appartenenza, ma l’obiettivo condiviso: il bene di chi accompagniamo nel percorso più difficile e più bello – quello che porta dall’essere aiutati al poter camminare con le proprie gambe.
L’autonomia è il risultato più alto della solidarietà.
Per questo, in un tempo in cui il mondo sembra attraversato da diffidenze e parole che dividono, vogliamo raccogliere l’invito a “disarmare il linguaggio”.
A digiunare – ciascuno a modo proprio – anche da:
– parole offensive
– parole di odio
– giudizi e pregiudizi
– narrazioni che escludono
– discriminazioni
– indifferenza
E a nutrire, invece, gesti concreti di bene.
A tutte e tutti coloro che in queste settimane iniziano un tempo di riflessione, rivolgiamo il nostro augurio:
Ramadan Kareem.
Buona Quaresima.
Come ricorda la nostra Carta dei Valori, la solidarietà non è mai un gesto isolato, ma un cammino condiviso che riconosce nell’altro e nell’altra una persona, mai un “altro”.
La solidarietà non chiede da dove vieni.
18 Marzo, 2026
Presentazione del nuovo sito web Bhalobasa
di Simona Caroti
Presentato il nuovo sito di Bhalobasa: siamo online, www.bhalobasa.it
Martedì 10 febbraio, al Centro Pastorale Madre Teresa di Calcutta di Perignano, abbiamo presentato il nostro nuovo sito web, uno strumento pensato per raccontare in modo più chiaro e coerente 35 anni di attività tra cooperazione, sostegni a distanza, viaggi solidali, eventi benefici… e molto altro.
Ha aperto la serata il presidente Alessandro Cipriano, ripercorrendo la genesi del lavoro e ringraziando chi negli anni ha curato i siti precedenti. Il vicepresidente Matteo Ferrucci ha moderato l’incontro. Fondamentale, anche se non poteva esserci fisicamente, il contributo di Simone Del Cesta.
Abbiamo poi raccontato il lavoro sulla comunicazione con un intervento di Simona Caroti a nome del gruppo: per noi comunicare non significa “promuovere”, ma scegliere ogni volta un linguaggio giusto, uno sguardo rispettoso, una narrazione responsabile.
La presentazione del sito è entrata nel vivo con Nicola Strumia, PM e SEO Specialist di @iDNA, alla presenza del CEO Andrea Bongi, insieme alla nostra volontaria della comunicazione Noemi Galdieri, che ha lavorato intensamente al sito in questi mesi con altri volontari dell’associazione. A chiudere, Armando Zappolini, con parole capaci di riportare al centro il senso profondo della solidarietà.
Il nuovo sito, realizzato da iDNA, nasce da un percorso condiviso di ascolto e confronto. Lavoriamo in contesti delicati, spesso legati a persone vulnerabili e a bambini e bambine: per questo avevamo bisogno non solo di un sito efficace e intuitivo, ma soprattutto etico.
E cosa significa, per noi, “etico”?
Non vendiamo emozioni, non scegliamo il vacuo pietismo per raccogliere fondi per i nostri interventi. Non cerchiamo l’effetto “facile”. Raccontiamo percorsi veri, complessi, lunghi, impegnandoci a coniugare informazione, tutela della dignità e rispetto.
La nostra solidarietà non è verticale, ma orizzontante, un abbraccio… è reciprocità. Realizziamo progetti insieme alle comunità e insieme ai nostri referenti, passo dopo passo. E il nostro obiettivo è chiaro, arrivare a non essere più necessari, perché l’autosufficienza delle comunità è la forma più alta di cooperazione. E succede davvero: alcuni referenti dei Paesi in cui operiamo oggi partecipano autonomamente ai bandi… dopo essere stati formati… e spesso li vincono!
Il sito è online: navigatelo, esploratelo, scriveteci cosa funziona e cosa possiamo migliorare.
Perché la solidarietà, per noi, non è e non sarà mai una vetrina: sono fatti verificati e verificabili, è responsabilità, è relazione stretta … è futuro condiviso.
Grazie iDNA, per la vostra empatia e la vostra bravura.
Grazie donatori e sostenitori, insieme siamo arrivati fin qui e andiamo avanti. Solo insieme.
Grazie volontari, mai vi tirate indietro, anzi!
Grazie Bhalo… tu si’ na cosa grande pennoi!









8 Febbraio, 2026
Continuiamo a viaggiare!
Continuiamo a viaggiare con Irene Giorgi e Massimo Bettini in India! Tra progetti, emozioni, verifiche e incontri preziosi
Nei giorni scorsi abbiamo fatto diverse attività interessanti per noi, e per l’associazione.
Siamo stati a visitare alcuni progetti ideati e gestiti da Fr. Anthony, direttore di Seva Kendra Calcutta (la Caritas locale) in una zona a sud ovest di Kolkata vicino alla città di Midnapur.
Il territorio è molto povero perché ha scarsità di acqua, e i villaggi sono per lo più di case di fango con tetti di lamiera. La gente era al lavoro nei campi per il trapianto del riso, che qui si può coltivare una sola volta l’anno, a differenza di altre zone del West Bengala dove è possibile ottenere raccolti di riso due o addirittura tre volte all’anno.
Il progetto consiste in una piccola fattoria dove viene coltivato non solo riso, ma anche latte, verdure e frutta. Si fanno dei training per i contadini per stimolarli a coltivare verdure nei loro appezzamenti di terreno insegnando loro l’importanza per la loro salute di una dieta più variata che comprenda anche la frutta e la verdura.
Purtroppo in queste zone, essendo il riso praticamente l’unico cibo che mangiano, ci sono moltissimi casi di diabete e di anemia, oltre ad altre malattie dovute alla malnutrizione.
Nella stessa fattoria si fanno anche corsi di computer e di cucito.
In quella zona abbiamo visitato anche degli ostelli, dove vengono ospitati bambini di famiglie povere, per dare loro la possibilità di andare a scuola.
L’accoglienza fornisce il minimo indispensabile, una stanza per dormire (in terra, sui pagliericci), una stanza dove studiare e poco altro.
Il viaggio di ritorno è stato molto faticoso: eravamo in una Jeep con sedili stretti e scomodi (specialmente per Massimo!) e ci sono volute circa 4 ore per fare i 150 km che ci separavano da Seva Kendra, dove dormiamo.
L’altro ieri invece, dopo un po’ di lavoro in ufficio, abbiamo portato al ristorante le 10 ragazze che vivono sul marciapiede che sono seguite e aiutate da Sharmistha (e anche un po’ da Bhalobasa) da molti anni. Sono molto brave a scuola, frequentano gli ultimi anni delle superiori e alcune già il college. Per loro probabilmente il futuro sarà migliore di quello dei loro genitori.
Ma per adesso un bel ristorante come quello dove siamo stati era per loro un posto solo sognato. Inaspettatamente il sogno è diventato realtà.
Hanno gustato il cibo con tutta la gioia possibile (e hanno mangiato moltissimo!), si sono fatte decine di foto, ci hanno davvero fatto sentire bene nel condividere la loro gioia. Una esperienza che potranno raccontare ai loro compagni di scuola (quasi tutti molto più benestanti di loro) e si sentiranno meno diverse dagli altri; per qualche momento potranno non sentire il disagio di non avere una casa e di saltare il pasto ogni tanto.
Un impegno di verifica è stato al centro School of the World, dove abbiamo 20 bambini sostenuti a distanza. Una donna con una triste storia alle spalle (ha perso anni fa un figlio piccolo per un tumore) ha fondato in ricordo del suo bambino questa associazione che si occupa di offrire ai piccoli di uno slum, durante le ore del giorno che non sono a scuola, un doposcuola e altre varie attività, come lezioni di inglese, supporto nutrizionale ecc.
I bambini erano tutti presenti nella struttura, che è in realtà una stanza neanche grande, si sono presentati uno ad uno vincendo la timidezza. Non sono abituati vedere degli estranei, e stranieri per giunta.
La signora non finiva di ringraziarci per il supporto e naturalmente ci ha chiesto se possiamo aumentare di altri 10 il numero dei bambini sostenuti.
Oggi giornata in cucina. Con lo staff del panificio-pasticceria di Seva Kendra ho preparato gnocchi e ravioli. Hanno tutti partecipato volentieri e hanno anche apprezzato i sapori della cucina italiana, per loro del tutto nuovi.
| Info utili | India | Italia |
| Popolazione | 1205Ml | 61ML |
| Superficie | 3287263 Km2 | 301000 Km2 |
| Età media | 26 | 42 |
| Aspettativa | 67 | 82 |
| Figli per donna | 3 | 2 |
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