di Miria Fulceri

Si fanno tante cose in segreteria, ma soprattutto si incrociano tante storie. In genere noi raccontiamo le storie delle bambine e dei bambini che sosteniamo, i loro successi e anche i loro insuccessi. Alcuni diventano grandi, terminano gli studi e magari “restituiscono” diventando essi stessi sostenitori o addirittura li vediamo infermieri o maestri nei loro villaggi. Siamo fieri di avere tra i nostri ragazzi anche un giovane giornalista.  Altre volte li vediamo abbandonare la scuola troppo presto. Spesso LE vediamo abbandonare troppo presto, perché si sa ciò che può capitare alle ragazze che hanno avuto in sorte di nascere in certi luoghi del mondo.

Raramente parliamo dei sostenitori. Sono tanti e anche loro ci raccontano storie. Ne ho incontrate molte, ma quella di Pietro (il nome è di fantasia) è proprio bella.

Pietro telefona in segreteria per dirci che intende continuare ad aiutare i quattro bambini che sostiene. Ha più di ottant’anni, qualche acciacco,  ma una mente lucidissima e dice di aver a lungo riflettuto con la moglie se continuare oppure no. Insomma sostenere quattro bambini per due pensionati è una bella spesa, dice.

Però.

Non ce la facciamo ad abbandonare Aloysia, Marcelin, Ashley, Rihanatou, e li cita tutti e quattro. Ma non finisce qui. Pietro ricorda i nomi di tutti i bambini che ha sostenuto fin qui, per anni, i nomi dei bambini che hanno completato o interrotto gli studi. Li ricorda tutti e ne ricorda i nomi, uno per uno.

Se c’è un diritto tra i tanti che non andrebbe mai violato è il diritto ad avere un nome.  Ricordare un nome, più nomi, anche difficili, è un atto di generosità non a distanza. Pietro e sua moglie hanno dei figli, dei nipoti. Ricordano i nomi dei ragazzi che sostengono. Non vi pare un atto d’amore fuori dal comune?

Buon Natale a Pietro e a sua moglie, perché gli anziani contano e ci stanno a cuore!

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