Storia di Jean

24 gennaio 2018

Tutto il senso e il valore del sostegno a distanza in questa storia raccontata da David Tosi, referente del Burkina Faso in segreteria.

☀️Potrebbe chiamarsi Jean… e questa è la sua storia
Potrebbe chiamarsi Jean, ma è un nome di fantasia. La storia però è vera, è la storia di un ragazzo di Tougouri. Tougouri è un villaggio nel nord del Burkina Faso, nella zona sub-saheliana.
Dal 2006 Bhalobasa opera con sostegni a distanza a Tougouri. Il nostro referente è sempre stata la parrocchia cattolica. Fra i ragazzi c’era anche Jean. Terminata la scuola primaria, fatto il liceo con successo, è andato all’Università di Ouagadougou. Ma poteva andare diversamente. La famiglia di Jean è povera, i mezzi sono pochi, la scuola costa e nei campi ci sarebbe da lavorare. Una famiglia di nostri compaesani decise però di iniziare a sostenerne gli studi Jean poté frequentare le lezioni.

L’accesso all’Università non è stato facile; scrive Jean: “…il numero pletorico di studenti (a titolo di esempio noi eravamo mille settecento 85 – 1785 ad accedere al primo anno di facoltà) …” I problemi si sommano sempre fra loro: non solo in Burkina l’accesso alla scuola è difficoltoso, ma l’organizzazione delle scuole non è neppure delle migliori. Il sovraffollamento, le poche strutture, la preparazione dei professori. I pochi mezzi aumentano il carico di difficoltà.

Jean non si è perso d’animo, capisce che solo l’impegno può ripagare dalle fatiche e decide di cambiare. Si iscrive alla facoltà di comunicazione e giornalismo. Capisce che il supporto anche di vicinanza umana è importante e scrive: “Scrivete ai vostri ragazzi, almeno una lettera per anno a nome dei sostenitori, che si leggerà. Io non ho dubbi che una lettera dei sostenitori galvanizzerà questi giovani, alcuni dei quali purtroppo hanno difficoltà a scuola.”

?Dalle sue parole il senso del sostegno a distanza e della storia del Bhalobasa: relazione umana, vicinanza sono premesse ad ogni intervento di supporto ed aiuto.

Mi sforzo di sperare che un giorno Jean potrà svolgere con successo la sua professione e, da giornalista, raccontare il mondo al suo paese ed il suo paese al mondo.
Nel ringraziare il suo sostenitore gli manda un saluto in lingua morée: “Wênda paas paongo, la kô pânga” cioè: “Che Dio vi aggiunga la fortuna e vi dia la forza”.

▶️QUALCOSA DI IMPORTANTE
(Jean non è il vero nome e non è tra i bambini ritratti nella foto, raccontiamo la sua storia per testimoniare come e quanto il sostegno a distanza, che in Burkina costa solo 57 euro all’anno, 15 centesimi al giorno, cambi in meglio la vita di questi ragazzi! Per informazioni: sponsorship@bhalobasa.it, www.bhalobasa.it).

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