Burkina Faso
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2 Maggio, 2026

In fuga sì… ma verso il futuro

Immagini e parole per presentare un progetto, realizzato a Sokourani, in Burkina Faso, da Bhalobasa e Tante mani per… uno sviluppo solidale, grazie al contributo dell’I.C. Paolo di Tarso di Bacoli (NA).
Grazie Le Mura, nostra referente in Burkina Faso, ci conduce alla scoperta del campo estivo di Sokourani

India
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26 Aprile, 2026

Tre scuolabus contro la dispersione scolastica: a Jangipara la strada per la scuola diventa più vicina!

Nel villaggio di Jangipara, in una zona rurale del West Bengal, a circa un’ora e mezza da Kolkata, andare a scuola non è sempre semplice. Le distanze, le difficoltà di spostamento e le condizioni delle famiglie possono diventare ostacoli concreti, soprattutto per bambine e bambini che hanno invece diritto a crescere, imparare, sognare.
Per questo il sostegno della Fondazione Prosolidar rappresenta per Bhalobasa un aiuto prezioso e concreto, grazie al finanziamento ricevuto, è stato possibile acquistare tre scuolabus destinati alla scuola del villaggio.
Un intervento semplice solo in apparenza, ma fondamentale per contrastare la dispersione scolastica e garantire una frequenza più regolare alle lezioni. Ogni pulmino significa meno strada difficile, più sicurezza, più continuità educativa. Significa dire a ogni bambina e a ogni bambino: la scuola ti aspetta, e noi facciamo in modo che tu possa arrivarci!
Con grande gioia della nostra referente locale, Sharmista Singha Roy, dei volontari presenti, Massimo Bettini e Irene Giorgi, e soprattutto di tutti gli alunni e le alunne, sono stati inaugurati due dei tre pulmini acquistati.
È stato un momento di festa, ma anche di futuro: perché in quei mezzi nuovi non viaggia soltanto una comunità scolastica. Viaggiano opportunità, fiducia, diritti, desideri.
Grazie di cuore alla Fondazione Prosolidar per aver scelto di “camminare” accanto a noi e ai bambini e alle bambine di Jangipara.
Ogni chilometro verso la scuola è un passo in più verso il domani.






Burkina Faso
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26 Aprile, 2026

TRECCE, RICCI e …MOTORINO

di Cecilia Bertanza

Fernanda, che abita in Burkina Faso, lavorava come parrucchiera dipendente da quando aveva 13 anni, fino a 10-12 ore al giorno, per un salario mensile di circa 16 € al mese.
Bhalobasa l’ha aiutata a mettersi in proprio con un contributo di 1.500 €, e stipulando con lei un piccolo “CONTRATTO DI AIUTO”, con le seguenti clausole:
– l’80% del finanziamento sarebbe stato a fondo perduto;
– Fernanda avrebbe dovuto trovare il locale da affittare, acquistare le attrezzature, svolgere le pratiche amministrative, organizzare il lavoro e gli orari di apertura ed avviare la sua piccola attività di parrucchiera entro 6 mesi. Non solo: nell’arco di un anno avrebbe dovuto restituire a Bhalobasa il 20% del finanziamento ricevuto.
Fernanda è stata di parola: a tempo di record aveva aperto la sua attività e dopo un anno aveva già messo da parte i 300 € per restituirli a Bhalobasa. Ma sapevamo che Fernanda avrebbe avuto anche bisogno di un mezzo di locomozione per il lungo tragitto casa-bottega.
Bhalobasa ha deciso di dilazionarle il “debito” nell’arco di 3 anni ed ora Fernanda ha anche un motorino, acquistato con i proventi della propria attività e sta cominciando a restituire, 100 € alla volta, quanto concordato (queste risorse rimarranno in Burkina, in favore di altri progetti).
Fernanda ce l’ha fatta! E Bhalobasa pure: aiutare le persone a rendersi indipendenti è il miglior risultato che possiamo desiderare.
Questo progetto è stato realizzato, come moltissimi progetti in Burkina, grazie alla indispensabile collaborazione con “Tante mani per… uno sviluppo solidale”, nostro partner da anni.

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5 Aprile, 2026

È Pasqua alla Casa Famiglia Bhalobasa di Goma

A Pasqua, la speranza ha questi volti, questi sorrisi, queste voci!
Dalla nostra casa famiglia di Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, i bambini e le bambine ci regalano un video che vale più di tante parole.
Ed è proprio questo il senso più profondo della Pasqua: la vita che resiste, rifiorisce, sorride.
Grazie a chi cammina con Bhalobasa e rende possibile tutto questo.

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20 Marzo, 2026

A FARE LA DIFFERENZA È L’INDIFFERENZA. (Don Luigi Ciotti, Presidente Libera)

di Silvia Marini

Sabato 14 marzo, a Pisa, c’era anche Bhalobasa, per un incontro dedicato alla XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Un incontro segnato da momenti di grande intensità emotiva, coinvolgimento, condivisione.
Cittadini, associazioni, rappresentanti delle istituzioni si sono alternati nella lettura dei nomi delle 1117 vittime innocenti di mafia. 1117 donne, uomini e anche bambini. Vite spezzate, spesso nell’esercizio dei loro doveri civili, vite che reclamano giustizia, a cui noi dedichiamo un commosso ricordo.
Tante vite da ricordare, troppe…
Così, nella giornata dedicata alle vittime di mafia, altre vite sono state ricordate. Un tappeto di nomi, steso nella Piazza XX Settembre, per ricordare altre vittime innocenti, le morti di Gaza. 70000 nomi, ma il loro numero è condannato a crescere. E dietro a quel numero, altrettante persone.
Così l’incontro è stato anche un fermo NO alla violenza, all’ingiustizia, alla guerra.
Incontro culminato nelle parole chiare e potenti di Don Armando Zappolini, nostro presidente onorario, che conclude la giornata citando un’altra vittima innocente di mafia, Peppino Impastato, alla cui memoria la nostra associazione è profondamente legata.



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20 Marzo, 2026

16 marzo. Ricordo di Alessandra

Il 16 marzo non è mai un giorno qualunque per Bhalobasa.
È il giorno in cui, nel 2013, Alessandra Tognoni, la nostra Ale, ci ha lasciati troppo presto, a soli 49 anni.
Da allora questa data porta con sé una ferita che il tempo non cancella, ma anche una luce che il tempo non spegne.
Ale è stata molto più di una volontaria, molto più di una presenza preziosa nel cammino della nostra associazione.
È stata un’anima limpida, generosa, capace di lasciare bene ovunque passasse.
Nei suoi gesti c’erano cura, verità, dolcezza, forza.
Nel suo modo di stare accanto agli altri c’era già tutto: l’amore concreto, la dedizione silenziosa, la capacità rara di esserci davvero.
Ci manca infinitamente.
Ci mancano la sua energia, il suo sorriso, il suo modo di attraversare la vita e il mondo con passo leggero e cuore pieno.
Ma insieme alla nostalgia vive in noi una gratitudine immensa: per ciò che ci ha donato, per i valori che ha incarnato, per i progetti condivisi, per i viaggi, per l’affetto seminato senza misura.
Ale continua a vivere nelle tracce che ha lasciato, nelle scelte che ispira, nel bene che continua a generare anche oggi, a distanza di anni.
Per questo a lei abbiamo dedicato il Premio Alessandra, che ogni anno valorizza giovani capaci di distinguersi nella promozione concreta dei diritti umani, all’interno di associazioni, ONG e realtà simili.
È un premio che custodisce il suo nome, ma soprattutto il suo esempio.
Ogni volta che lo consegniamo, Ale torna a brillare attraverso l’impegno dei giovanissimi che tanto sapeva spronare, attraverso mani che costruiscono, coscienze che si svegliano e a loro volta svegliano, vite che scelgono di stare dalla parte della dignità umana.
Ed è bello pensare che, così, la sua luce continui a camminare nel mondo.
Presto comunicheremo i nomi dei vincitori e delle vincitrici del Premio Alessandra 2026.
Oggi, nel ricordarla, vogliamo stringere in un abbraccio fortissimo la sua famiglia, che per tutte le volontarie e i volontari di Bhalobasa è stata ed è molto più di una famiglia amica: una casa del cuore, un esempio di accoglienza, umanità, generosità, valori vissuti e trasmessi.
A loro va il nostro pensiero più profondo, affettuoso e riconoscente.
Oggi, alle 18:00, ricorderemo Ale nella Chiesa di San Giovanni di Ponsacco, nella celebrazione officiata dal nostro fondatore e presidente onorario, Don Armando Zappolini. Vi aspettiamo.

Con amore, memoria e gratitudine,
Bhalobasa OdV





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20 Marzo, 2026

L’8 marzo è ogni giorno.

di Simona Caroti

In molte parti del mondo nascere bambina significa ancora partire con meno diritti. Troppo spesso significa:
avere maggiori probabilità di morire entro i 5 anni;
ricevere meno cibo e meno cure;
avere meno possibilità e più difficoltà; di accedere al diritto allo studio;
rischiare matrimoni forzati e gravidanze precoci;
essere maggiormente soggetta a violenze fisiche e psicologiche;
non poter accedere liberamente al mondo del lavoro;
e, anche quando ci si riesce, essere pagate meno degli uomini.
Eppure una verità resta semplice e potente: i diritti delle bambine e delle donne sono diritti umani.
Per Bhalobasa, per i suoi volontari e volontarie e per i nostri referenti nei Paesi in cui operiamo – molto spesso donne straordinarie – l’8 marzo non è una data: è un impegno quotidiano.
Per questo:
sosteniamo le bambine (e naturalmente tutti i piccoli più vulnerabili) fin dalle prime fasi della vita;
promuoviamo, insieme alle comunità e ai nostri referenti, un’alimentazione sana, equilibrata e uguale per tutti e tutte;
grazie ai sostegni a distanza, da 35 anni, migliaia di bambine hanno potuto studiare, imparare, scegliere il proprio futuro e costruire una vita dignitosa e libera;
lavoriamo ogni giorno con famiglie e comunità perché nessuna bambina venga privata della propria libertà e del proprio futuro;
realizziamo progetti concreti per prevenire e contrastare la violenza, come il Progetto Teresa, nato nel grande slum di Kampala, in Uganda, diventato un modello per altre realtà, comunità e Paesi;
grazie all’istruzione e alle opportunità create, tante bambine sono diventate donne libere, professioniste, educatrici, infermiere, insegnanti: donne che oggi si prendono cura di altre donne, di altre persone fragili e dei bambini e delle bambine più vulnerabili.
C’è una parola inglese che amiamo molto: empowerment.
Significa dare alle donne la possibilità di scegliere la propria vita, di costruire il proprio futuro e di diventare protagoniste del cambiamento nelle loro comunità.
È una parola che ci ricorda spesso Sharmistha, responsabile dell’ufficio indiano di Bhalobasa.
E che ritroviamo ogni giorno nel lavoro e nella passione di tante donne straordinarie: Grazia e Patrizia in Burkina Faso, Anny in Uganda, Marie Jeanne e Suor Benedicta in Repubblica Democratica del Congo, insieme a tante altre…
Sono loro, insieme a noi, a rendere possibile tutto questo. La maggior parte dei progetti di Bhalo è studiata proprio per le donne!

Quando una bambina studia, cresce una donna libera.
E quando cresce una donna libera, cambia il futuro di tutti.
Per Bhalobasa, l’8 marzo è ogni giorno.

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19 Marzo, 2026

Rouble Nagi, con l’istruzione si cambiano le vite!

di Simona Caroti

L’educazione in India, come negli altri Paesi in cui operiamo, è una porta.
E la soglia di ogni scuola non è un semplice passaggio: è il futuro.
È da lì che parte la storia di Rouble Nagi, insegnante e artista indiana che nel 2026 ha ricevuto il Global Teacher Prize, il più importante riconoscimento internazionale per chi, attraverso l’educazione, cambia il destino delle persone: un premio da 1 milione di dollari, assegnato durante il World Governments Summit di Dubai.
Nagi ha portato la scuola dove la scuola non arrivava: negli slum urbani e in comunità ai margini, intrecciando istruzione e arte come due fili dello stesso gesto. Attraverso la sua fondazione ha contribuito alla nascita di oltre 800 centri di apprendimento in aree svantaggiate e ha raggiunto oltre un milione di bambini e bambine.
Non ha costruito scuole d’élite.
Ha costruito possibilità.
Chi ha avuto il privilegio di camminare in India con Bhalobasa lo sa: sa che esistono scuole che nascono lontano dalle mappe ufficiali, dove l’idea stessa di “aula” è una conquista quotidiana.
Sa che esistono scuole che nascono per strada, in mezzo ai mattoni, mentre i genitori lavorano: sotto lamiere e materiali di risulta, dentro uno slum, all’aperto, in strutture fatte di fortuna e di crepe.
E da ogni crepa entra molto più che luce: entra la vita, con tutta la sua bellezza.
Quella bellezza ostinata che resiste, studia, cresce.
Ed è proprio qui che la storia di Rouble Nagi ci parla da vicino.
Perché è lo stesso principio che guida anche il lavoro di Bhalobasa: non portare “soluzioni dall’alto”, ma costruire strumenti, insieme alle comunità e ai referenti locali, affinché bambini e bambine possano restare a scuola, imparare, immaginare, scegliere.
Cambiano le città.
Cambiano le lingue.
Non cambia la direzione.
Educare significa sottrarre all’inevitabile.
Significa dire a un bambino che nasce in uno slum che il suo destino non è già scritto.
Significa trasformare un muro, una lavagna, una matita in un atto di giustizia.
E non è un caso se Rouble Nagi ha scelto di investire il premio nella creazione di un istituto di formazione professionale gratuito, perché l’istruzione non è solo “andare a scuola”: è poterci restare, e poi poter camminare nel mondo con più strumenti in tasca.
Scriveva Tiziano Terzani:
“L’India non ti entra negli occhi, ti entra dentro.”
E quando ti entra dentro, non puoi più ignorare che ogni scuola aperta – anche la più fragile, anche la più improvvisata – è una rivoluzione silenziosa.
Quella stessa rivoluzione che, insieme ai nostri partner locali, continuiamo a sostenere.
Perché l’educazione non cambia solo una vita.
Cambia tutte quelle che verranno dopo.