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18 Marzo, 2026

Bentornati Irene e Massimo!

Bentornati Irene Giorgi e Massimo Bettini, un abbraccio da tutti e tutte noi!
I nostri amici e preziosissimi volontari sono rientrati ieri, 26 febbraio, dopo aver trascorso altri due mesi in India a servizio della nostra associazione. Grazie
Un tempo prezioso, vissuto sul campo, per verificare l’andamento dei progetti in corso, valutarne di nuovi, incontrare i bambini e le bambine sostenuti a distanza, i nostri referenti locali, il nostro caro Padre Orson – che si sta pian piano riprendendo dopo un grave malessere e al quale siamo sempre vicini! – e tutte quelle persone che, negli anni, non solo hanno reso possibili i nostri interventi, ma sono diventate amiche e amici… e che oggi, a loro volta, portano avanti azioni concrete a sostegno di chi è più fragile e vulnerabile.
Irene e Massimo conoscono ormai molto bene le zone dell’India e del Bengala Occidentale in cui operiamo. Prima di rientrare hanno guidato, ancora una volta, un gruppo in viaggio: un’esperienza che ha già saputo restituirci tanto, anche in termini di emozioni, consapevolezza e legami.
Aspettiamo adesso il primo report di Irene – questa volta dalla sua casa di Pisa – e il racconto collettivo di tutte le viaggiatrici e i viaggiatori.
Come sempre, sarà un viaggio!
“L’India ti entra dentro piano piano,
e quando credi di averla lasciata,
ti accorgi che non se n’è mai andata.”
Tiziano Terzani
Info sui prossimi viaggi? Scrivete alla nostra Luisa: viaggi@bhalobasa.it

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18 Marzo, 2026

Ramadan Kareem Buona Quaresima

di Simona Caroti

In questi giorni, per una coincidenza rara del calendario, iniziano quasi insieme due grandi tempi spirituali: la Quaresima, per i cristiani, e il Ramadan, per i musulmani.
Sono percorsi diversi, ma attraversati da parole simili:
digiuno, riflessione, attenzione all’essenziale, cura degli altri.
Lo ha ricordato anche il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana – da anni impegnato nel dialogo interreligioso e in iniziative di pace e mediazione internazionale – sottolineando come questa coincidenza possa essere “simbolo di un incontro profondo” e un invito a cercare “vie comuni di pace e collaborazione”.
Bhalobasa lavora da oltre 35 anni in contesti dove le fedi non si contrappongono: si incontrano.
In India, in Africa, nei territori in cui operiamo, capita spesso che attorno allo stesso tavolo siedano persone di religioni diverse – o anche di nessuna religione – per progettare insieme un intervento in una scuola, in un ambulatorio, in un villaggio, in una comunità, in uno slum…
In quei momenti, ciò che conta non è l’appartenenza, ma l’obiettivo condiviso: il bene di chi accompagniamo nel percorso più difficile e più bello – quello che porta dall’essere aiutati al poter camminare con le proprie gambe.
L’autonomia è il risultato più alto della solidarietà.
Per questo, in un tempo in cui il mondo sembra attraversato da diffidenze e parole che dividono, vogliamo raccogliere l’invito a “disarmare il linguaggio”.
A digiunare – ciascuno a modo proprio – anche da:
– parole offensive
– parole di odio
– giudizi e pregiudizi
– narrazioni che escludono
– ⁠discriminazioni
– ⁠indifferenza
E a nutrire, invece, gesti concreti di bene.
A tutte e tutti coloro che in queste settimane iniziano un tempo di riflessione, rivolgiamo il nostro augurio:
Ramadan Kareem.
Buona Quaresima.
Come ricorda la nostra Carta dei Valori, la solidarietà non è mai un gesto isolato, ma un cammino condiviso che riconosce nell’altro e nell’altra una persona, mai un “altro”.
La solidarietà non chiede da dove vieni.

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18 Marzo, 2026

Presentazione del nuovo sito web Bhalobasa

di Simona Caroti
Presentato il nuovo sito di Bhalobasa: siamo online, www.bhalobasa.it
Martedì 10 febbraio, al Centro Pastorale Madre Teresa di Calcutta di Perignano, abbiamo presentato il nostro nuovo sito web, uno strumento pensato per raccontare in modo più chiaro e coerente 35 anni di attività tra cooperazione, sostegni a distanza, viaggi solidali, eventi benefici… e molto altro.
Ha aperto la serata il presidente Alessandro Cipriano, ripercorrendo la genesi del lavoro e ringraziando chi negli anni ha curato i siti precedenti. Il vicepresidente Matteo Ferrucci ha moderato l’incontro. Fondamentale, anche se non poteva esserci fisicamente, il contributo di Simone Del Cesta.
Abbiamo poi raccontato il lavoro sulla comunicazione con un intervento di Simona Caroti a nome del gruppo: per noi comunicare non significa “promuovere”, ma scegliere ogni volta un linguaggio giusto, uno sguardo rispettoso, una narrazione responsabile.
La presentazione del sito è entrata nel vivo con Nicola Strumia, PM e SEO Specialist di @iDNA, alla presenza del CEO Andrea Bongi, insieme alla nostra volontaria della comunicazione Noemi Galdieri, che ha lavorato intensamente al sito in questi mesi con altri volontari dell’associazione. A chiudere, Armando Zappolini, con parole capaci di riportare al centro il senso profondo della solidarietà.
Il nuovo sito, realizzato da iDNA, nasce da un percorso condiviso di ascolto e confronto. Lavoriamo in contesti delicati, spesso legati a persone vulnerabili e a bambini e bambine: per questo avevamo bisogno non solo di un sito efficace e intuitivo, ma soprattutto etico.
E cosa significa, per noi, “etico”?
Non vendiamo emozioni, non scegliamo il vacuo pietismo per raccogliere fondi per i nostri interventi. Non cerchiamo l’effetto “facile”. Raccontiamo percorsi veri, complessi, lunghi, impegnandoci a coniugare informazione, tutela della dignità e rispetto.
La nostra solidarietà non è verticale, ma orizzontante, un abbraccio… è reciprocità. Realizziamo progetti insieme alle comunità e insieme ai nostri referenti, passo dopo passo. E il nostro obiettivo è chiaro, arrivare a non essere più necessari, perché l’autosufficienza delle comunità è la forma più alta di cooperazione. E succede davvero: alcuni referenti dei Paesi in cui operiamo oggi partecipano autonomamente ai bandi… dopo essere stati formati… e spesso li vincono!
Il sito è online: navigatelo, esploratelo, scriveteci cosa funziona e cosa possiamo migliorare.
Perché la solidarietà, per noi, non è e non sarà mai una vetrina: sono fatti verificati e verificabili, è responsabilità, è relazione stretta … è futuro condiviso.
Grazie iDNA, per la vostra empatia e la vostra bravura.
Grazie donatori e sostenitori, insieme siamo arrivati fin qui e andiamo avanti. Solo insieme.
Grazie volontari, mai vi tirate indietro, anzi!
Grazie Bhalo… tu si’ na cosa grande pennoi!









India
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8 Febbraio, 2026

Continuiamo a viaggiare!

Continuiamo a viaggiare con Irene Giorgi e Massimo Bettini in India! Tra progetti, emozioni, verifiche e incontri preziosi

Nei giorni scorsi abbiamo fatto diverse attività interessanti per noi, e per l’associazione.

Siamo stati a visitare alcuni progetti ideati e gestiti da Fr. Anthony, direttore di Seva Kendra Calcutta (la Caritas locale) in una zona a sud ovest di Kolkata vicino alla città di Midnapur.

Il territorio è molto povero perché ha scarsità di acqua, e i villaggi sono per lo più di case di fango con tetti di lamiera. La gente era al lavoro nei campi per il trapianto del riso, che qui si può coltivare una sola volta l’anno, a differenza di altre zone del West Bengala dove è possibile ottenere raccolti di riso due o addirittura tre volte all’anno.

Il progetto consiste in una piccola fattoria dove viene coltivato non solo riso, ma anche latte, verdure e frutta. Si fanno dei training per i contadini per stimolarli a coltivare verdure nei loro appezzamenti di terreno insegnando loro l’importanza per la loro salute di una dieta più variata che comprenda anche la frutta e la verdura.

Purtroppo in queste zone, essendo il riso praticamente l’unico cibo che mangiano, ci sono moltissimi casi di diabete e di anemia, oltre ad altre malattie dovute alla malnutrizione.

Nella stessa fattoria si fanno anche corsi di computer e di cucito.

In quella zona abbiamo visitato anche degli ostelli, dove vengono ospitati bambini di famiglie povere, per dare loro la possibilità di andare a scuola.

L’accoglienza fornisce il minimo indispensabile, una stanza per dormire (in terra, sui pagliericci), una stanza dove studiare e poco altro.

Il viaggio di ritorno è stato molto faticoso: eravamo in una Jeep con sedili stretti e scomodi (specialmente per Massimo!) e ci sono volute circa 4 ore per fare i 150 km che ci separavano da Seva Kendra, dove dormiamo.

L’altro ieri invece, dopo un po’ di lavoro in ufficio, abbiamo portato al ristorante le 10 ragazze che vivono sul marciapiede che sono seguite e aiutate da Sharmistha (e anche un po’ da Bhalobasa) da molti anni. Sono molto brave a scuola, frequentano gli ultimi anni delle superiori e alcune già il college. Per loro probabilmente il futuro sarà migliore di quello dei loro genitori.

Ma per adesso un bel ristorante come quello dove siamo stati era per loro un posto solo sognato. Inaspettatamente il sogno è diventato realtà.

Hanno gustato il cibo con tutta la gioia possibile (e hanno mangiato moltissimo!), si sono fatte decine di foto, ci hanno davvero fatto sentire bene nel condividere la loro gioia. Una esperienza che potranno raccontare ai loro compagni di scuola (quasi tutti molto più benestanti di loro) e si sentiranno meno diverse dagli altri; per qualche momento potranno non sentire il disagio di non avere una casa e di saltare il pasto ogni tanto.

Un impegno di verifica è stato al centro School of the World, dove abbiamo 20 bambini sostenuti a distanza. Una donna con una triste storia alle spalle (ha perso anni fa un figlio piccolo per un tumore) ha fondato in ricordo del suo bambino questa associazione che si occupa di offrire ai piccoli di uno slum, durante le ore del giorno che non sono a scuola, un doposcuola e altre varie attività, come lezioni di inglese, supporto nutrizionale ecc.

I bambini erano tutti presenti nella struttura, che è in realtà una stanza neanche grande, si sono presentati uno ad uno vincendo la timidezza. Non sono abituati vedere degli estranei, e stranieri per giunta.

La signora non finiva di ringraziarci per il supporto e naturalmente ci ha chiesto se possiamo aumentare di altri 10 il numero dei bambini sostenuti.

Oggi giornata in cucina. Con lo staff del panificio-pasticceria di Seva Kendra ho preparato gnocchi e ravioli. Hanno tutti partecipato volentieri e hanno anche apprezzato i sapori della cucina italiana, per loro del tutto nuovi.

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